Liberati i due giornalisti della Reuters in Myanmar: avevano denunciato le persecuzioni etniche dei Rohingya

epa07552580 Reuters reporters Wa Lone (L) and Kyaw Soe Oo (R) react in a vehicle after being freed from Insein prison in Yangon, Myanmar, 07 May 2019. Reuters journalists Wa Lone and Kyaw Soe Oo were released from prison on 07 May after receiving a pardon during a presidential amnesty.  EPA/ANN WANG / POOL

Wa Lone e Kyaw Son Oo tornano in libertà dopo oltre 500 giorni: l'inchiesta dei due reporter ha vinto il premio Pulitzer mentre erano ancora in carcere


I due giornalisti birmani Wa Lone e Kyaw Son Oo sono stati scarcerati. Arrestati nel dicembre 2017 per aver lavorato a un’inchiesta sulle persecuzioni nei confronti dell’etnia Rohingya, i reporter della Reuters sono stati rimessi in libertà dal governo del Myanmar grazie ad un’amnistia presidenziale. A settembre 2018 erano stati condannati a sette anni di reclusione per possesso illegale di documenti ufficiali, sulla base di una vecchia legge di epoca coloniale. «Sono davvero felice ed emozionato di rivedere la mia famiglia e i miei colleghi, non vedo l’ora di tornare in redazione» sono state le prime parole di Wa Lone appena uscito dal carcere di Insein, a Yangon.

Nel 2017 oltre 700mila persone sono state costrette a lasciare il Myanmar a seguito dell’offensiva militare dell’esercito birmano nella regione del Rakhine. Wa Leone e Kyaw Son Oo erano stati prelevati subito dopo aver incontrato un ufficiale che aveva consegnato loro un documento. L’uomo ha poi testimoniato durante il processo, raccontando che il tutto era stato pianificato come una trappola per incastrare i due “scomodi” giornalisti. A dicembre 2018 sono stati inseriti fra le “persone dell’anno” del giornale Time, mentre lo scorso mese gli è stato conferito il premio Pulitzer per la loro inchiesta sull’omicidio di dieci giovani di etnia Rohingya, compiuto dalle forze di sicurezza birmane e da alcuni civili buddisti.

Dopo mesi di dialogo da parte della comunità internazionale con il governo birmano, questo ha concesso un’amnistia che ha scarcerato 6250 persone. Quella dei Rohingya è una minoranza etnica di religione musulmana, perseguitata fin dallo scorso secolo in Myanmar e non solo. Wa Lone e Kyaw Son Oo stavano facendo luce su quello che sembra un tentativo di pulizia etnica a tutti gli effetti. Il processo che li aveva condannati a sette anni di reclusione ha suscitato grande indignazione a livello internazionale ed è stato ritenuto un attacco alla libertà di stampa.

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