Donald Trump annuncia: nuovi dazi sul Made in China. Riparte la guerra commerciale

epa07552171 President Donald J. Trump delivers remarks during a ceremony to present the Presidential Medal of Freedom to Tiger Woods in the Rose Garden of the White House in Washington, DC, USA, 06 May 2019.  EPA/Oliver Contreras / POOL

In un tweet di ieri sera il Presidente americano ha dato il via a una nuova stretta sui beni di Pechino. Ad infastidirlo, la volontà dei delegati cinesi di rinegoziare parte degli accordi.


La guerra dei dazi riparte

«Gli Stati Uniti hanno perso per anni da 600 e 800 miliardi di dollari all’anno per il commercio. Con la Cina abbiamo perso 500 miliardi di dollari. Scusate, ma questo non accadrà mai più»

 

Il tweet di Donald Trump non poteva essere più chiaro: la guerra dei dazi riparte. Quella che ormai sembrava essere agli occhi di tutti una crisi passata, si è riaccesa nella nottata di ieri in pochi minuti. Cina e Stati Uniti, nonostante i negoziati e i tentativi di intesa, tornano quindi a essere distanti. Le due super potenze riprendono quella guerra commerciale che ormai da ben due anni fa oscillare i mercati internazionali. La scelta americana è chiara: venerdì mattina alle 6.00 italiane, la scure dei dazi tornerà ad abbattersi sul gigante asiatico. L’aumento delle imposte sul Made in China corrisponderà a un sonoro + 15%, passando dal 10% al 25%. I beni di Pechino colpiti dalla tassazione ammontano ad oltre 200 miliardi di dollari.

Le cause dei nuovi dazi

L’arrivo di questa ulteriore mazzata fa seguito, secondo il rappresentante USA del Commercio Robert Lighthizer, al passo indietro fatto dai diplomatici cinesi sul linguaggio dell’accordo raggiunto tra le due super potenze. In parole povere e oltre ogni politichese, i delegati di Xi Jinping stavano valutando una sonora rinegoziazione sulle trattative ormai raggiunte. Questa mossa avrebbe infastidito la Casa Bianca tanto da spingerla a reagire sul mercato, in un momento in cui le delegazioni avevano finalizzato già il 90% degli accordi.

La reazione dei mercati

La nuova levata di scudi di Donald Trump però non è una chiusura definitiva a Pechino. Sempre Lighthizer ha infatti precisato che gli incontri e i negoziati tra le due delegazioni non sono affatto terminati; una delegazione guidata dal vicepremier cinese Liu He è infatti attesa a Washington per continuare i negoziati. Nel frattempo i mercati hanno già reagito alle mosse statunitensi: le borse cinesi sono crollate – Shangai -5,58%, Shenzhen -7,38% -, quelle europee hanno perso anch’esse terreno – Milano -1,63%, Francoforte – 1,31% e Parigi – 1,18% – e Wall Street ha perso in chiusura tra il -1,25% e il 1,05%.

 

 

 

 

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