L’allarme dell’Onu: «Un milione di specie animali e vegetali a rischio estinzione»

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L'ultimo rapporto Ipbes avverte: «Il nostro pianeta si sta deteriorando più velocemente che mai». Urge un cambio di rotta, per il nostro stesso bene


«La salute degli ecosistemi si sta deteriorando più velocemente che mai». Ad annunciarlo l’Onu, attraverso la piattaforma intergovernativa per la biodiversità e i servizi ecosistemici (Ipbes), riunitasi a Parigi questa settimana. Dal rapporto emerge che un milione tra animali e vegetali, una specie su otto, sarà estinta a breve. Più del 40% delle specie di anfibi, quasi il 33% dei coralli e oltre di un terzo dei mammiferi marini sono minacciati, ma la lista è infinita. E a pagarne le spese potremmo essere proprio noi esseri umani, responsabili e – contemporaneamente – vittime di questo fenomeno.

«Gli ecosistemi, le specie, le popolazioni selvatiche, le varietà locali e le razze di piante e animali domestici si stanno restringendo, deteriorandosi o sparendo», spiega Josef Settele, biologo tedesco che ha preso parte allo studio. «Questa perdita è un risultato diretto dell’attività umana – aggiunge – e costituisce una minaccia diretta per il benessere umano in tutte le regioni del mondo».

«La quantità di elementi della natura che sfruttiamo a vario titolo è immensa. Ed è fondamentale per l’esistenza e la prosperità della vita umana. Anche perché la maggior parte di tali materie prime non è sostituibile», precisa il rapporto Onu. Le attività dell’uomo hanno già «alterato gravemente tre quarti delle superfici terrestri, il 40 per cento degli ecosistemi marini e la metà di quelli di acqua dolce». Cibo, energia, acqua potabile e persino produzione di farmaci sono minacciati da questa inquietante tendenza.

Ma c’è una speranza. Gli studiosi fanno sapere che un cambiamento è ancora possibile: «Il rapporto ci dice anche che non è troppo tardi per fare la differenza, ma solo se iniziamo ora a tutti i livelli, dal locale al globale – avverte Robert Watson, presidente dell’Ipbes – attraverso il “cambiamento trasformativo”, la natura può ancora essere conservata, ripristinata e utilizzata in modo sostenibile. Per cambiamento trasformativo intendiamo una riorganizzazione fondamentale a livello di sistema tra fattori tecnologici, economici e sociali, inclusi paradigmi, obiettivi e valori». Il rapporto è stato compilato da 145 studiosi provenienti da 50 paesi diversi e approvato all’unanimità dai delegati di 130 nazioni dell’Onu.

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