Stupro a Viterbo, oggi l’interrogatorio degli indagati

L'ingresso dell"Old Manners" il locale considerato un punto di ritrovo tra i militanti del movimento di estrema destra a Viterbo,29 aprile 2019. ANSA/ Matteo Guidelli

Francesco Chiricozzi, consigliere comunale di 19 anni, è stato espulso da CasaPound. Fermento nel mondo politico, Salvini rilancia: «Ci vuole la castrazione chimica», ma Di Maio non ci sta: «La proposta così non va bene»


L’interrogatorio è previsto per oggi. Di ieri sera, invece, la notizia dell’espulsione da CasaPound. L’annuncio di Simone Di Stefano, leader del Movimento di estrema destra, è giunto su twitter e ha i toni forti della condanna senza appello. «Apprendo che un consigliere comunale di paese vicino Viterbo è stato accusato di stupro e per questo arrestato». Il destinatario è Francesco Chiricozzi, consigliere comunale a Vallerano, 19 anni e ora indagato insieme al 21enne Riccardo Lecci per il reato di violenza sessuale: «Qualora venisse giudicato colpevole, auspico una pena durissima, come per qualunque altro infame stupratore».

Gli ha fatto eco il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Chi tocca donne e bambini, indipendentemente dalla provenienza, non solo deve marcire in galera, ma deve essere anche curato». Poi il riferimento alla castrazione chimica: «È ora che il Parlamento si assuma le responsabilità. Chiederemo la calendarizzazione urgente della proposta già avanzata dalla Lega. Castrazione chimica, blocco androgenico, chiamatela come volete. Si tratta di una sperimentazione in vigore in diversi Stati occidentali».

Idee opposte rispetto all’altro vicepremier Luigi Di Maio: «La proposta di legge così non va bene. Rischierebbe di essere applicata soltanto ai casi meno gravi e sarebbe un salvacondotto per quanti decidessero di sottoporvisi volontariamente. È inammissibile». Al di là dei provvedimenti, rimane l’inaudita gravità del gesto: «Si fanno promotori di valori, poi si rendono protagonisti di atti del genere». La riflessione più profonda dal sindaco di Vallerano Adelio Gregori, di centrosinistra: «Qui si è candidato alla poltrona di primo cittadino Jacopo Polidori, una persona con una condanna. In primo grado, ma pur sempre una condanna. A livello nazionale vanno presi dei provvedimenti contro CasaPound, perché non è possibile che chi porta avanti certe idee possa presentarsi alle elezioni».

LA VICENDA I fatti risalgono allo scorso 12 aprile, quando Chiricozzi e Lecci, insieme ad altri amici, incontrano una donna di 36 anni in un pub di Viterbo. Qualcuno del gruppo la conosce e la presenta ai due. La discussione procede, scandita dalle birre, fino all’invito che si rivelerà drammatico: «Conosciamo un pub dove si beve gratis». È l’“Old Manners”, ufficialmente un’associazione sportiva, in realtà luogo di ritrovo di CasaPound. Adesso gli sono stati applicati i sigilli. Chiricozzi e Lecci possiedono le chiavi e vi conducono la donna. Si continua a bere, poi un primo approccio, respinto. Da quel momento la situazione degenera: un pugno stordisce la vittima che, priva di sensi, viene spogliata e, a turno, violentata. Come se non bastasse, i due riprendono tutto con il telefonino, immortalando «Immagini agghiaccianti». È quanto affermano gli inquirenti. Si va avanti per ore, finché, all’alba, la 36enne viene abbandonata davanti alla sua abitazione: «Non dire nulla, stai zitta, tanto non ti crederà nessuno». La donna, invece, trova la forza di reagire, si reca all’ospedale e denuncia l’accaduto. Non incolpa nessuno, ma indica il luogo. È sufficiente. La sera gli investigatori scoprono negli smartphone di Chiricozzi e Lecci i filmati e la mattina successiva scatta l’arresto sotto gli occhi sbalorditi dei genitori.

GLI INDAGATI Una foto su Instagram rimanda agli anni della propaganda. Il manifesto risale al 1944: la scritta bianca “Difendila” e l’immagine di un uomo di colore, impegnato a stringere fra le braccia una donna evidentemente contro la sua volontà. Il post, pubblicato e rimosso, porta la firma di Francesco Chiricozzi e un messaggio di condanna contro la violenza sessuale. La didascalia come monito: «La prossima Desirèe, la prossima Pamela potrebbe essere tua figlia, tua mamma, tua sorella. Sveglia!»

Difendila

Era ottobre. Adesso, a dover fare i conti con la pesante accusa di stupro sarà lui. Paradossi della vita. Diciannove anni, Consigliere comunale a Vallerano, era stato eletto con 70 voti alle ultime elezioni tra le file di CasaPound. Giovanissimo, eppure con un “Corsus Honorum” di una certa rilevanza. Addirittura espulso dal Blocco Studentesco perché ritenuto troppo violento. Presenza fissa nella Curva Nord della Viterbese, di recente un Daspo lo aveva privato dello stadio. Colpa di un bengala, con cui era stato sorpreso in trasferta, ad Arezzo. Oggi dovrebbero arrivare le dimissioni dalla carica pubblica, a renderlo noto Jacopo Polidori, già candidato sindaco e con Chiricozzi denuciato, tre anni fa, per un pestaggio su un ragazzino di Vignanello, reo di criticare la lotta allo Ius Soli e ironizzare sui social contro Mussolini.

Di due anni più grande, il complice Riccardo Lecci era noto esclusivamente per attacchinaggi e banchetti. Di buona famiglia, pur vicino agli ambienti dell’estrema destra locale, non si era mai segnalato per episodi di rilievo.

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