Amministrative in Sicilia: flop a 5 Stelle

Roberto Gambino, candidato sindaco Caltanissetta, vota per le elezioni per il rinnovo del sindaco e consiglieri, Caltanissetta, 28 aprile 2019.
ANSA

La tornata elettorale dell'ultimo weekend ha evidenziato la crisi dei grillini. A Caltanissetta, unico capoluogo di provincia sarà ballottaggio. A Bagheria, in provincia di Palermo, vince il centrosinistra. Bassa l'affluenza


La svolta a destra non c’è stata. O quantomeno non nei numeri che ci si aspettava, anche se per ogni discorso bisognerà attendere quindici giorni. Saranno i ballottaggi, infatti, a scrivere la parola fine sulle amministrative che lo scorso weekend si sono svolte il 34 comuni siciliani, coinvolgendo circa mezzo milione di cittadini. L’affluenza, complessivamente poco sopra il 58% (58,42%- 254.687), è da ritenersi bassa, specie se confrontata con la tornata di cinque anni fa. Mosca bianca, in questo senso, la provincia di Messina, dove il 68,34% vale un dato ben oltre la media. Fanalino di coda l’agrigentino, con il 44,43% degli aventi diritto che si è recato alle urne per esprimere una preferenza.

In un contesto ancora provvisorio, a fare rumore è il flop del Movimento 5 Stelle, in sintonia con i risultati registrati di recente in Sardegna e Basilicata, campanello d’allarme in vista delle prossime elezioni Europee. A Bagheria, il sindaco uscente Patrizio Cinque non è stato riconfermato in favore del candidato del centrosinistra Patrizio Tripoli che, con il 46% delle preferenze, si è imposto al primo turno. Discorso simile a Gela, anche se  per assegnare la fascia tricolore si ricorrerà al ballottaggio. Uno di fronte all’altro, Giuseppe Spata e Lucio Greco, con il primo sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Udc, mentre il secondo forte dell’appoggio dell’insolito asse targato Forza Italia e Partito Democratico.

Danni contenuti per i grillini a Caltanissetta, l’unico capoluogo di provincia chiamato a sostituire i propri vertici amministrativi. Qui, al ballottaggio, Roberto Gambino proverà a difendere la bandiera del Movimento nonostante, con il 20% dei consensi, debba rincorrere Michele Giarratana, esponente di centrodestra, che ha conquistato quasi il doppio dei voti (37%). Sarà, invece, testa a testa a Castelvetrano (Trapani). Nel Comune, sciolto un anno fa per infiltrazioni mafiose, Calogero Martire, candidato del centrodestra, senza l’appoggio Lega e Fratelli d’Italia, sfiderà il pentastellato Enzo Alfano.

Nessun dubbio ad Aci Castello, in provincia di Catania, dove il sindaco, di centrosinistra, sarà Carmelo Scandurra, grazie al 46% delle preferenze. La Lega, con Giorgio Randazzo, andrà al ballottaggio a Mazara del Vallo (Trapani), di fronte Salvatore Quinci, espressione di numerose liste civiche. Tutto posticipato anche a Monreale, dove l’uscente Pietro Capizzi (Pd) battaglierà con Alberto Arcidiacono, rappresentante della coalizione composta da autonomisti e “Diventerà Bellissima”, formazione a cui appartiene anche il Governatore della Regione Nello Musumeci.

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