Una scarica di polemiche (e fake news) per la Formula E

Rome's EPRIX 2018

Dopo l'E-prix di Roma sul web è rimbalzata la foto di un generatore diesel utilizzato per produrre energia elettrica. Uno scandalo che non c'è


La tendenza tutta italiana ad affrontare ogni cosa come una partita di calcio non ha risparmiato neanche la Formula E. Subito dopo l’E-prix di Roma, ha diviso il pubblico e sollevato numerose polemiche la foto di un tradizionale generatore alimentato a gasolio collegato ad una colonnina di ricarica per auto elettriche. L’associazione con le monoposto di Formula E è stata un’operazione automatica, la scintilla che in molti aspettavano per dare fuoco alle polveri. Dopo solo il caos. Monoposto alimentate a gasolio, Formula E che “si attacca” alla rete urbana senza permesso, lobby ecologiste amiche dei poteri forti, vetrina per il business di Elon Musk e della Silicon Valley. Molti argomenti – alcuni fondati, altri meno, ma per la maggior parte piuttosto triti e ritriti – sono stati rispolverati dai pasdaran dell’auto tradizionale in un turbinio di polemiche che ha travalicato i confini delle singole questioni ed è arrivato a travolgere il grande nemico alla base di tutto: l’auto elettrica.

Il generatore a diesel che ha scatenato le polemiche
Il generatore a diesel che ha scatenato le polemiche

La vicenda non può essere archiviata con un semplice “le auto della Formula E vanno a gasolio”. La realtà – si sa – non sempre sorride ai titolisti dei giornali, e spesso è più complessa di come appare. L’argomento va trattato su più livelli. Anzitutto, un grande evento sportivo che si svolge all’interno di una città, come può essere anche una tappa del Giro d’Italia, ha necessità di alimentare un mastodontico apparato che assorbe un’enorme quantità di energia. Questo comporta che al seguito degli organizzatori di questo genere di eventi vi siano sempre una nutrita schiera di generatori che sì, sono alimentati a gasolio. Sarebbe infatti impossibile sopperire al fabbisogno energetico tramite la rete elettrica urbana, a meno di non provocare scompensi per le utenze domestiche, commerciali e industriali.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAA questo bisogna aggiungere il fatto che un E-prix è un evento particolare. Sia la gara che tutti gli eventi collaterali (come il trofeo Jaguar I-Pace o quello Smart Eq) si basano infatti sull’utilizzo di auto elettriche, che devono essere ricaricate, per cui la richiesta di energia è di gran lunga superiore a quella di una normale avvenimento sportivo. Per sopperire a queste esigenze senza prosciugare la rete urbana Enel, che gestisce l’alimentazione di energia di ogni E-prix, ha deciso di affidarsi ad una serie di componenti, tra cui i generatori a gasolio raffigurati nella foto. Noleggiati dalla Aggreko e utilizzati per alimentare tutte le strutture accessorie, gli stand degli espositori, le auto di servizio, l’hospitality e tutte le utenze necessarie al funzionamento del paddock, ma non le monoposto (non è raro vedere gli stessi impianti anche nei concerti), i generatori incriminati forniscono solo una parte dell’energia richiesta in un E-prix.

Un generatore a glicerina utilizzato per ricaricare le monoposto
Un generatore a glicerina utilizzato per ricaricare le monoposto

L’elettricità con cui vengono alimentate le vetture che gareggiano, invece, viene prodotta da appositi generatori che sfruttano glicerina vegetale, un innovativo brevetto della società Aquafuel. La glicerina utilizzata per la produzione di elettricità viene recuperata dalla lavorazione del biodiesel e la sua combustione genera una quantità di sostanze inquinanti decisamente inferiore rispetto al gasolio tradizionale, soprattutto per quanto riguarda polveri sottili e NOx. Questo sistema permette di creare energia elettrica più rapidamente rispetto ai generatori a diesel, un aspetto quello della tempistica fondamentale, visto che il regolamento della competizione impone la ricarica delle 22 monoposto contemporaneamente e solo in determinati lassi di tempo.

Le vetture della Formula E non sono quindi alimentate, nemmeno indirettamente, a gasolio. A differenza di quasi tutti gli altri congegni elettrici in Italia. Nel nostro paese, infatti, la maggior parte dell’energia elettrica deriva dalla combustione di gas e petrolio. Secondo i dati di Terna, riferiti al 2017, il 71% della produzione nazionale lorda è stata coperta dalla produzione termoelettrica, che continua a registrare un incremento positivo (+5,0% rispetto al 2016), per il 12,8% dalla produzione idroelettrica, che prosegue con un significativo calo ( -14,1% rispetto al 2016) e per il restante 16,3% dalle fonti geotermica, eolica e fotovoltaica (in aumento del 10,3%). È quindi verosimile affermare che le auto elettriche rifornite tramite le colonnine domestiche o quelle (rare) che si trovano per strada siano alimentate da energia prodotta utilizzando materiali fossili. Ma questo è un problema che conosciamo bene, si chiama scarsa differenziazione del paniere energetico italiano, e non è di certo colpa delle auto elettriche.

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