Andrea Carpenzano, Campione sui generis

carezzano

Non ama definirsi attore e non si rivede mai. Abbiamo intervistato il protagonista de 'Il Campione', il film con Stefano Accorsi da oggi nelle sale


Guai a chiamarlo attore: «Sono l’ultimo arrivato, già attore? Dai, sono una pippa». Andrea lo dice così, di getto, purtroppo o per fortuna ci crede davvero: «Sono cresciuto così, la mia famiglia mi ha insegnato a tenere i piedi per terra, a farmi credere che magari non ero capace. Coi loro modi». Ricorda ancora una frase di sua madre, il giorno in cui le disse di voler giocare a calcio: «Non vai da nessuna parte, altrimenti diventi un coglione». Schietta: «Una delle cose più belle che mi abbia mai detto». 

Nessuna critica, anzi: «Credimi, sono stato contento».  Lo ripete due volte, anche se non si rivede mai: «Scherzi? Quando mi vorrò rivedere sarò diventato una brutta persona. Mi conosco troppo bene, so che non succederà mai». Andrea Carpenzano sorride, mentre parliamo si trova a Londra per girare un film con Clive Owen e Jasmine Trinca: «Quelli sono attori veri, mica io!».

Oggi uscirà nelle sale con ‘Il Campione’ di Leonardo D’Agostini, dove interpreta Christian Ferro, calciatore della Roma dal passato turbolento.

IC_S.Accorsi, A.Carpenzano_26_0556_di Andrea Pirrello

Dal niente, tutto: Lamborghini, mega villa, riflettori, un conto in banca a 7 zeri, un’influencer come fidanzata. Prima il Trullo e poi Trigoria, l’Olimpico, il successo. Il contrario di Andrea: «È una cosa lontana da me». Lui preferisce la tranquillità, il silenzio, lunghe passeggiate per «guardare il nulla». Al suo fianco c’è Stefano Accorsi, il professore che lo aiuterà a prendere la maturità. Un’esperienza da ricordare: «Grazie a lui ho imparato molte cose di questo mestiere – racconta su Reporternuovo.it – Disciplina, ordine, rigore. L’ho osservato molto sul set».

24 anni, capelli ricci, un ragazzo riflessivo, attore per caso: «Ero a scuola, una mia amica mi disse che stavano cercando persone per il film di Bruni. La professoressa mi fece anche uscire prima, dicendo una cosa del tipo ‘ecco, vai a combinare qualcosa di buono’. Arrivo lì, vedo 200 persone e me ne vado, mi vergognavo».

Il tempo di una birra, poi si presenta. La sua vita cambia all’improvviso: «Ero in lizza per un ruolo minore, mi hanno fatto fare il protagonista». Già due pellicole alle spalle (Tutto quello che vuoi di Leonardo Bruni e La terra dell’abbastanza di Damiano e Fabio D’Innocenzo), più Immaturi – La Serie.

 

IC_A.Carpenzano_30_A.Carpenzano_0635_di Andrea Pirrello

Oggi un’altra grande chance, anche se Andrea resta ‘il Carpa’, come lo chiamano gli amici, lo stesso che si usava una videocamera per riprendere la quotidianità. Campione di originalità, due punti di contatto con Christian. Il primo è la Roma: «Sono cresciuto tra Ostiense e San Giovanni, il tifo mi prende molto».

Il secondo è la scuola: «Andavo malissimo, lo studio non c’è mai stato, ma ho avuto un rapporto meraviglioso con tutti. Mi divertivo, compagni e professori mi volevano bene, la sera uscivo a bere con alcuni docenti» Anche se spesso non si presentava in classe: «Mettevo le cose in chiaro e dicevo ‘ok, io non vengo’. A loro stava bene. Non riuscivo a stare chiuso in una stanza, da solo. Sono stato bocciato due volte e me lo sono meritato».

Quando rivede i suoi personaggi li considera un po’ come fratelli. Li mette tutti in fila, uno dopo l’altro, guardandoli negli occhi: «Sono tristi, come i miei. Sono persone diverse, ma se mi concentro sui lori sguardi vedo anche me stesso». Lui e Christian come lo Zenit e il Nadir, poli opposti ma in qualche modo uniti: «È un calciatore, loro hanno fame di arrivare, di sfondare, anche a livello mentale. Tendono ad alzare l’asticella, io invece tendo ad abbassarla, perché so’ scarso. Uno che fa qualcosa nel cinema». Qualcosa di bello.

IC_S.Accorsi, A.Carpenzano_00153_Andrea Pirrello

condividi