Notre-Dame, il giorno dopo: conta dei danni e ricostruzione

Notre Dame cathedral is burning in Paris, Monday, April 15, 2019. Massive plumes of yellow brown smoke is filling the air above Notre Dame Cathedral and ash is falling on tourists and others around the island that marks the center of Paris. (ANSA/AP Photo/Lori Hinant) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved]

La Francia, ferita come tutta Europa dal rovinoso incendio della cattedrale trecentesca, fa un primo bilancio e guarda avanti


Parigi, ore 18.50. Una densa colonna di fumo nero si leva dal centro della città, la cattedrale di Notre-Dame sta andando a fuoco. Un incendio è divampato dalle impalcature per i lavori di restauro della guglia. Turisti e curiosi riprendono con il cellulare le drammatiche scene. Alle 19.52 la flèche dell’iconica cattedrale parigina viene giù. Tutto il mondo assiste inerme, con il fiato sospeso, alla devastazione della cattedrale di Notre-Dame de Paris. Ore 20.11, crolla anche il tetto. Intorno alle 4 del mattino, grazie all’intervento di oltre 400 vigli del fuoco, l’incendio è stato completamente domato. Ed oggi è già tempo di bilanci.

La struttura complessiva della cattedrale è «salva», ma bisognerà attendere il verdetto degli esperti – riuniti stamani – per dire l’ultima parola sulla sua effettiva stabilità. La guglia in legno alta 45 metri è andata completamente perduta, così come il tetto. Ma oltre al legno distrutto e ai danni del fumo, le alte temperature potrebbero aver compromesso la tenuta della pietra e del marmo, che, secondo gli esperti, tende a calcificarsi e a sbriciolarsi. Salve invece le reliquie custodite nella cattedrale, su tutte la corona di spine che, secondo la tradizione, Cristo portò sulla testa lungo la salita al Calvario.

notre dame cnn

Le prime immagini dall’interno della cattedrale, diffuse dalla Cnn, danno la possibilità di fare una prima conta dei danni: la volta della navata centrale è crollata in diverse sezioni, così come il transetto – dove poggiava la guglia – mentre i rilievi in marmo appaiono anneriti dal fumo. Il pavimento è disseminato di pezzi di legno carbonizzato.

Il ministro francese della Cultura, Franck Riester, ha spiegato che «i due terzi del tetto sono andati in fumo» e che la «guglia è crollata all’interno della cattedrale, creando un buco nella volta», anche «una parte delle vetrate» è andata «distrutta». Per il restauro, ha precisato Riester ai microfoni di France Info, «serviranno mesi e anni» e che in ogni caso è «ancora troppo presto per fare stime precise». Le cause dell’incendio «non sono criminali, sembra piuttosto che il fuoco sia partito dall’impalcatura. Impalcatura che era in costruzione e che doveva servire, in prospettiva, al restauro della guglia».

La chiamata all’unità nella ricostruzione, attraverso una sottoscrizione internazionale, lanciata dal presidente francese Emmanuel Macron, ha già trovato tantissime adesioni. Tra esse spiccano quelle di famiglie di miliardari francesi che si sono impegnati a versare somme importanti.

EPA/PHILIPPE WOJAZER
EPA/PHILIPPE WOJAZER

La famiglia Pinault, tra le più ricche di Francia, alla guida del colosso del lusso Kering, annuncia la donazione di 100 milioni di euro per il restauro di Notre-Dame de Paris, dopo il devastante incendio di ieri sera.

Il gruppo Louis Vuitton Moet Hennessy e la famiglia Arnault, quarto patrimonio mondiale, hanno invece annunciato questa mattina una donazione di 200 milioni di euro per la ricostruzione di Notre-Dame, devastata dall’incendio di ieri. Il gruppo spiega di volersi unire «alla ricostruzione di questa straordinaria cattedrale, simbolo della Francia, del suo patrimonio e della sua unità». Il gruppo, prima ricchezza di Francia, annuncia di mettere a disposizione «tutte le sue squadre di creatori, architetti, finanzieri, per aiutare nel lungo lavoro di ricostruzione e di raccolta di fondi».

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