Salvini di nuovo indagato per sequestro di persona, ma il ministro ribadisce: «I porti restano chiusi»

Il vice presidente del Consiglio e ministro dell'Interno Matteo Salvini (C) e il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli (D)  in visita al comando provinciale della Gdf di Monza e Brianza. Monza 15 Aprile  2019. 
ANSA / MATTEO BAZZI

Il ministro dell'Interno non cambia rotta, ma Di Maio glissa: «Chiusura dei porti misura temporanea»


Matteo Salvini è stato nuovamente iscritto al registro degli indagati per il reato di sequestro di persona. A rivelarlo è stato lo stesso ministro dell’Interno – a margine della cerimonia d’inaugurazione della nuova questura di Monza – spiegando che il procuratore Carmelo Zuccaro ha già presentato una «contestuale richiesta di archiviazione». Analogamente al caso Diciotti, la procura di Catania ritiene il Viminale direttamente responsabile della decisione di aver tenuto in mare dal 24 al 30 gennaio la nave della Ong tedesca Seawatch con 47 migranti a bordo.

«Se i ministri Di Maio e Trenta la pensano in modo diverso lo dicano in Cdm e faremo una franca discussione – ha proseguito Salvini – I porti con me rimangono chiusi e sigillati ai mercanti di esseri umani». Il ministro del Lavoro, infatti, ha definito la decisione di tenere i porti chiusi «una misura temporanea». Sulla stessa linea anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che ha dichiarato: «Oggi vedo che la Lega e qualche movimento di estrema destra sono partiti all’attacco della sottoscritta. Posso invitarli tutti da me, al ministero, così gli spiego un po’ di diritto internazionale e magari capiscono cosa possono produrre i loro toni aggressivi sulla Libia».

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