Carlassare: «La tassa piatta non si può fare»

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La Costituzionalista indica i profili di incostituzionalità della Flat tax proposta da Salvini, e non salva nemmeno i correttivi proposti da Di Maio


65%. Nel suo ultimo libro sulla diseguaglianza, l’economista Tony Atkinson suggerisce di tassare i redditi più elevati al 65%. Una misura resa necessaria dall’incremento del tasso di povertà in Occidente e della disparità economica tra ceti ricchi e resto della popolazione, dato certificato da tutti gli indici statistici, dai più classici a quelli più sofisticati.

Nel 1947 l’Assemblea costituente decise di spostare l’articolo sul sistema tributario dal Titolo dedicato ai Rapporti economici a quello dedicato ai Rapporti politici: la modalità attraverso cui i cittadini contribuiscono alla raccolta delle risorse pubbliche segnava politicamente la collettività, secondo i padri costituenti.

La Costituzione della Repubblica Italiana recita all’articolo 53:

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

ANSA/CENTIMETRI
ANSA/CENTIMETRI

Con queste premesse si può approcciare il tema della Flat Tax da un punto di vista più generale rispetto alla discussione propagandistica del governo: quello della Costituzione italiana. Per farlo, Reporter Nuovo ha chiesto il parere di Lorenza Carlassare, costituzionalista e professoressa emerita di Diritto costituzionale presso l’Università di Padova. «Temo di non avere molto da aggiungere rispetto alla Costituzione: La tassa piatta non è ammissibile. Sarebbe assolutamente incostituzionale. L’articolo 53 è di semplice lettura e si inserisce nel quadro più ampio e chiarificatore dello spirito costituzionale, orientato alla progressività e al riequilibrio delle diseguaglianze attraverso la “rimozione degli ostacoli sociali”».

Il governo immagina una tassa al 15% per tutti i redditi familiari entro i 50 mila euro. Il Movimento cinque stelle è a disagio, e prova a riequilibrare: Luigi Di Maio ha cercato di inserire nel dibattito il concetto di coefficiente familiare. «Non serve a ricondurre il discorso fiscale nel solco della progressività» spiega Carlassare, «Contare le persone che compongono un nucleo familiare non serve a niente se non si va a modulare la tassazione sul reddito».

Nel Documento di economia e finanza che il governo presenterà a breve, tuttavia, comparirà una proposta di tassazione «piatta». Il rischio di un successivo intervento della Corte costituzionale è concreto, secondo Carlassare. «Guardi, lo vede anche un bambino: la tassa piatta non si può fare».

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