Samantha Cristoforetti, una vita ‘spaziale’

samantha

Leggeva i libri di Salgari e sognava un'avventura, è diventata la prima donna italiana a viaggiare nello spazio


Il telefono squilla, ma Samantha è sotto la doccia: «Avevo appena partecipato a uno dei colloqui più importanti della mia vita ed ero in tensione, decisi di rilassarmi un attimo». Chiamata persa, sta per cambiare tutto, Samantha ancora non lo sa: «Erano le 9 di sera, sul display c’è un numero francese, immaginavo…».

Arriva subito una mail, neanche il tempo di elaborare la notizia: «Avrei iniziato l’addestramento per andare nello spazio insieme ad altri colleghi, ero felicissima, in pace con me stessa». 

La storia di Samantha Cristoforetti inizia così, con una chiamata persa e una doccia nel momento sbagliato. È il 2012, due anni dopo diventerà la prima donna italiana a viaggiare nello spazio, la terza europea dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001). Oggi l’ha raccontato in un libro – Diario di un’apprendista astronauta – dedicato a sua figlia, e presentato nel Teatro Morlacchi di Perugia durante il festival del giornalismo. Sala piena, tanti applausi, Samantha ha svelato alcuni degli aneddoti più curiosi sulla sua esperienza nello spazio. 

Cosa fa un astronauta prima di viaggiare nello spazio? «La preparazione inizia anche tre ore prima, è molto rigorosa, ma se le cose vanno bene riesci a concludere tutto 30 minuti prima della partenza del razzo».

Samantha svela i gusti musicali dei colleghi: «C’è una persona che ti parla dal bunker, il centro di controllo, e spesso è una persona a noi cara. C’è familiarità tra noi e loro. Ognuno di noi ha delle canzoni preferite, quella di Anton Shkaplerov (cosmonauta russo ndr) è curiosa». Adriano Celentano: «In Russia è molto popolare, era trasmesso dai sovietici ai tempi dell’URSS. Anton sceglie sempre lui, è molto divertente anche perché non parla una parla di italiano!». 

https://twitter.com/esaspaceflight/status/1103031019710676992

Qualche domanda sulla famosa ‘vita lassù”. Nello spazio: «È molto intensa, si inizia alle 7 di mattina con un meeting tra noi e i centri di controllo sulla terra. Houston è il più famoso, in Europa c’è Monaco di Baviera. Gestiscono il Columbus, il laboratorio che ha fornito l’agenzia spaziale europea».

E la giornata in orbita? «C’è la passeggiata spaziale, ci rimbocchiamo le maniche, soprattutto chi deve uscire, ma anche chi è dentro a controllare tutto. Ogni tanto arrivano delle visite, ad esempio il cambio di equipaggio. Noi arrivammo a novembre 2014, altri erano lì da alcuni mesi». 

Lo spazio, la prossima conquista: «L’esplorazione è importante, è la prossima grande avventura, il prossimo spazio da conquistare. La possibilità di andare ad abitare su altri pianeti, sfruttare le risorse dell’universo, soprattutto andare in orbita per restarci». Una sfida, Samantha l’ha già vinta, da bambina ‘divorava’ i libri di Salgari e sognava le esplorazioni: «Amavo le avventure». È riuscita a realizzarne una per il nostro paese. 

Oggi, quando vive lassù per qualche mese, guarda la terra dall’alto, gli chiediamo cosa si prova: «Sei in una bolla, da un lato c’è molta distanza ovviamente, ma dall’altro no. Sappiamo ciò che succede, leggiamo le notizie, ci teniamo aggiornati. Sei lontano ma il pianeta lo sorvoli sempre, lo vedi. Siamo a 400km dalla terra e giriamo a 28mila km all’ora, un’ora e mezza. Quindi ci spostiamo, e vediamo tutto il mondo dall’alto». Ed è più vicino di quanto sembri. 

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