Hanami: Roma sogna il Giappone dei ciliegi in fiore

Una tradizione tipica dell'Estremo Oriente ha messo radici anche in Italia. La fioritura dei sakura che piace alla capitale, raccontata da una bibliotecaria giapponese


«Ad ogni primavera/tornerà lo splendore/della piena fioritura;/ma incontrarlo oppure no/è solo dono del destino». La poesia giapponese abbonda di haiku dedicati ai ciliegi, brevi componimenti sugli alberi simbolo della cultura nipponica. In Italia, dopo l’arrivo ufficiale della primavera due settimane fa, è tutto pronto per festeggiare l’hanami 2019.

Ti regalo un ciliegio

A Roma i sakura che qui stringono le loro radici provengono direttamente dal Giappone come omaggio alla città in occasioni diverse. Quelli in via Panama furono piantati per celebrare il Patto anticomintern, stipulato nel 1936 fra Terzo Reich tedesco e impero nipponico, regalo della metropoli di Tokyo. La colonia più grande popola il Parco Lago dell’Eur e guarda verso l’acqua dai lati della Passeggiata del Giappone, la pista ciclo-pedonale che attraversa tutta l’area verde. Nobusuke Kishi, all’epoca primo ministro del Paese del Sol Levante, donò questi ciliegi da fiore nel 1959, per propiziare le Olimpiadi di Roma in programma per l’anno successivo.

Hanami per tutti

Parco Lago dell'Eur, Roma.
Parco Lago dell’Eur, Roma.

«Sotto gli alberi di ciliegio nessuno è straniero», recita un altro haiku. Le chiome candide del Quartiere Europa sono il tetto più ricercato da giapponesi e italiani che vogliano festeggiare l’hanami in trasferta romana in modo autorganizzato. Invece il Museo Orto Botanico, gestito dal dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza, ha preparato per quest’anno tre giorni di iniziative dedicate alla fioritura dei sakura. Visite guidate, attività didattiche e workshop per bambini, conferenze, mostre, tutto ciò che serve per salutare al meglio il risveglio della natura alla maniera che i giapponesi praticano da più di un millennio.

Le origini e il presente

Parco Lago dell'Eur, Roma.
Parco Lago dell’Eur, Roma.

Letteralmente hanami significa “osservare i fiori“. Ogni anno in questo periodo l’arcipelago nipponico è solcato da ondate di turismo di massa dirette verso i parchi più popolari del Paese. Esistono addirittura delle previsioni ad hoc sulla fioritura, aggiornate di frequente dalla Japan Meteorological Agency, con l’intento di calcolare l’inizio e la durata del fenomeno di zona in zona. L’hanami non richiede per forza la luce del giorno. Se la contemplazione avviene al chiaro di luna, il nome cambia in yozakura (“ciliegio di notte” in giapponese) ma la sostanza resta invariata.

Il piacere non è solo per gli occhi, nell’essenza dell’hanami. Ammirare i sakura e consumare un ricco picnic all’ombra dei loro rami sono due aspetti inscindibili nella tradizione. L’usanza prevede ampi teli azzurri da appoggiare a terra, su cui disporre pietanze tipiche della festività, preparate a casa o acquistate già pronte. I petali dei fiori di ciliegio diventano decorazioni o veri e propri ingredienti del convivio in mezzo alla natura.

Imprevisti e maleducazione

Parco Lago dell'Eur, Roma.
Parco Lago dell’Eur, Roma.

Peccato che, almeno a Roma, qualcosa quest’anno stia andando storto. I primi fiori erano attesi intorno al 10 di aprile, ma i boccioli hanno cominciato ad aprirsi a circa una settimana dalla fine di marzo. Anche la caduta dei petali risulta anticipata, come testimoniano le segnalazioni lanciate a partire dallo scorso venerdì.

Un hanami precoce e segnato da un’inciviltà tristemente familiare. Sulla pagina Facebook Hanami – Lago dell’EUR Roma, un lungo post indignato denuncia l’abitudine diffusa tra i visitatori del parco di staccare rametti di ciliegio da portare a casa, a mo’ di souvenir. Un gesto da condannare, secondo gli amministratori del gruppo, anche perché foriero di possibili malattie per alberi delicatissimi e in grado di vanificare le richieste di aumentarne il numero di esemplari in futuro.

Raccontami l’hanami

Vita dura per i sakura romani. L’hanami però resiste e non si tocca. Restano ancora pochi giorni per fare esperienza di una delle fioriture più attese in tutto il mondo. Ultima chiamata per i ritardatari: il rischio di dover aspettare la prossima primavera si fa sempre più concreto.

Kazuko Yoshida, bibliotecaria dell'Istituto di Cultura giapponese di Roma
Kazuko Yoshida, Istituto Giapponese di Cultura in Roma.

Kazuko Yoshida è la bibliotecaria dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma. Quando parla dell’hanami soppesa con cura ogni parola e i suoi occhi sorridono. La letteratura giapponese pullula di riferimenti a questa tradizione. Il motivo è semplice: «I fiori di ciliegio durano pochissimo, una settimana al massimo. Basta che piova e cadono all’istante. Anche per questo l’hanami è molto caro ai giapponesi: la nostra cultura ama le cose effimere, di passaggio».

Che peso ha l’hanami nella cultura giapponese?

Nell’antichità il periodo di fioritura del ciliegio coincideva con la semina del riso, che per noi è l’alimento più importante. L’hanami aveva un significato quasi religioso. Se la fioritura era particolarmente bella, quell’anno i contadini si aspettavano una raccolta più ricca, e viceversa. Una specie di festa anticipata per un futuro più facile, assicurato dal riso che si poteva mangiare o vendere se l’annata era buona. Già allora si celebrava stando insieme ai propri cari vicino ai fiori, mangiando, bevendo, danzando, cantando. Dalle sue origini, lo spirito dell’hanami è rimasto intatto. In Giappone sia l’anno scolastico che quello fiscale iniziano ad aprile, perché la fioritura dei sakura rappresenta simbolicamente lo spartiacque tra l’anno vecchio e il nuovo. Infatti quando ero piccola la fioritura dalle mie parti coincideva con la cerimonia del primo giorno di scuola, più o meno intorno al 5-6 aprile. Spesso gli istituti scolastici hanno questi alberi nel loro cortile. L’immagine del ciliegio in fiore accompagna tutti i grandi cambiamenti nella mente dei giapponesi. Parlando con una mia collega italiana siamo arrivate a concludere che l’hanami somiglia un po’ alla vostra Pasquetta. Anche la Pasqua festeggia la rinascita e coincide sempre con l’arrivo della primavera. E in comune hanno anche lo spirito di godere della natura con un picnic all’aperto.

Parco Lago dell'Eur, Roma.
Parco Lago dell’Eur, Roma.

Quali sono gli aspetti meno conosciuti dell’hanami?

Per esempio, si trascorre l’hanami anche insieme ai colleghi di lavoro. Molte aziende e uffici lo organizzano, è un’occasione per conoscere i nuovi arrivati che sono stati assunti o trasferiti da poco. I più giovani per anzianità devono andare a occupare lo spazio sufficiente per tutto il gruppo. Però i parchi più belli, a Tokyo e nelle grandi città, sono anche i più affollati. Per questo a volte partono anche alle sei del mattino o la notte prima per segnare i posti con qualche telo. Per loro può essere un momento di grande stress. Sempre i dipendenti più giovani devono procurare il sakè e il cibo. In alcuni casi è l’azienda che paga, in altri i colleghi si dividono le spese. Si tratta di 2000, massimo 5000 yen (dai 15 ai 40 euro), niente di esagerato. O si portano pietanze da casa, cucinate dalle mogli, o si compra qualcosa di confezionato. Di solito noi giapponesi siamo abbastanza riservati e poco rumorosi, ma sotto i sakura ci scateniamo! Durante questi hanami aziendali poi capita spesso che i superiori chiedano ai giovani di fare qualcosa: cantare al karaoke, improvvisare una scena comica, suonare qualche strumento, ballare.

Come mai l’hanami piace tanto in Italia?

Gli italiani amano mangiare all’aria aperta, e l’interesse per il Giappone c’è. Era facile per la cultura italiana accettare questa usanza straniera. Perché non copiare?

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