Dl crescita rischia lo slittamento. Ancora polemiche tra Tria e M5S

The speech of the Italian Minister of Economy and Finance Giovanni Tria at the presentation of the OECD report "Economic Survey of Italy 2019" in Rome, 1 April 2019.   ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Nonostante il pressing del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che dal Qatar aveva fissato il Cdm domani alle 18, il dl crescita rischia di slittare. Ad agitare l'ala grillina del governo, la scomparsa dei rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche


«Contro Tria è in atto un attacco da parte del M5S. Senza di lui il governo perde credibilità, anche internazionale. Mettendoci la faccia, il Ministro ha dato una riverniciata ad una baracca che sta perdendo pezzi» così Fabrizio Cicchitto, ex presidente della commissione affari esterni della Camera, difende il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, accusato dai grillini di favoritismo verso la sua collaboratrice, Claudia Bugno.

Accuse che il titolare del Mef, «furioso», ha respinto questa mattina dal Corriere della Sera, definendole spazzatura, oltre che una indegna invasione della privacy personale.

Il sottosegretario Manlio Di Stefano sta sollecitando il Mef perché il dl crescita, in arrivo domani al Cdm, includa il fondo di indennizzo dei risparmiatori truffati dalle banche, scomparso dall’ultima versione circolata in questi giorni. Un dettaglio che avrebbe fatto agitare la compagine pentastellata dell’esecutivo, che da Tria avrebbe anche voluto una riflessione sul ruolo della Cassa Depositi e Prestiti come banca di stato a spese dei contribuenti.

Con 61 provvedimenti, considerata la loro portata, il decreto crescita sembra proprio una manovra bis con un unico obiettivo: rilanciare gli investimenti e scongiurare la recessione che incombe sull’Italia dopo trimestri di decrescita infelice.

La proposta di legge prevede la rottamazione delle cartelle fiscali anche di quei Comuni, Province o Regioni che non hanno fatto ricorso alla ex Equitalia. Per raggiungere l’obiettivo previsto dall’ultima impalcatura della manovra, entrano nel piano dismissioni anche gli immobili degli Enti locali.

Alle indiscrezioni su qualcuno che punta alle sue dimissioni, il Ministro Tria le liquida dicendo che si tratta di «sciocchezze. Se andassi via, dovremmo vedere quale sarebbe la reazione dei mercati».

A confermarlo è anche il vicepremier Matteo Salvini «non si dimette nessuno» ha sottolineato, ma ha anche aggiunto che «i risparmiatori stanno perdendo la pazienza, perchè noi abbiamo messo i soldi dei loro rimborsi sul bilancio».

 

 

 

condividi