L’accordo in cambio delle dimissioni: così la May prova a salvare la Brexit

epa07467436 Campaigners asking for a second Brexit referendum stand outisde the Houses of Parliament in London, Britain, 27 March 2019. The British Houses of Parliament are due to hold a number of indicative votes on the direction of Brexit on 27 March after voting on the 25 March 2019 to have a greater say in the direction of Brexit.  EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

Se il partito conservatore venerdì approverà l'accordo ottenuto dalla leader inglese con l'Ue, la seconda fase dei negoziati verrebbe guidata da un altro esponente dei Tories.


L’accordo in cambio delle dimissioni. Così Theresa May prova a giocare l’ultima carta nella contorta partita della Brexit, annunciando che non guiderà la seconda fase della Brexit se il Parlamento approverà l’accordo raggiunto con l’Ue dopo due anni dal referendum che chiese l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. “Ho udito con chiarezza l’umore del partito. So che c’è il desiderio di un nuovo approccio e di una nuova leadership nella seconda fase della Brexit. Sono pronta a lasciare questo posto prima di quando intendessi, per il bene della nazione e del partito” ha dichiarato la premier britannica.

L’annuncio della May, indebolita da un partito conservatore sempre più riottoso, e dalla doppia bocciatura in Parlamento del suo accordo nel gennaio e nel marzo scorso, è arrivato nel giorno in cui la camera dei Comuni ha respinto otto diverse proposte alternative all’accordo. La votazione era stata organizzata dopo che a inizio settimana i parlamentari avevano provato a prendere tempo, e scavalcare l’operato della May, votando una mozione per votare accordi alternativi a quelli del governo. La mozione era stata approvata anche con i voti di alcuni conservatori, che non avevano rispettato la linea dei Tories, andando a incrinare ulteriormente la base del partito.

L’appuntamento decisivo potrebbe allora essere quello di domani, quando il Parlamento si riunirà e potrà votare, per la terza volta, l’accordo con l’Ue negoziato dalla May: si tratta del limite massimo concesso da Bruxelles per poter innescare un’estensione automatica dell’articolo 50, che regola l’uscita dei paesi membri dall’Unione. Boris Johnson, ex sindaco di Londra e storico sostenitore della Brexit, ha annunciato che insieme ad altri parlamentari conservatori voterà l’accordo, per scongiurare la possibilità che l’uscita venga rimandata o seriamente messa in discussione. Allo stesso tempo, però, May non ha comunicato una data precisa entro la quale intende dimettersi.

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