Quagliarella l’infinito

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A 36 anni e 54 giorni è diventato il calciatore più 'anziano' ad aver segnato un gol in Nazionale: una rinascita dopo l'incubo dello stalker


Un gol per la sua seconda vita, l’altro per suo padre. Perché Fabio Quagliarella – professione bomber, da ieri il giocatore più ‘anziano’ ad aver segnato un gol in Nazionale a 36 anni e 54 giorni – deve ringraziare soprattutto lui: «Viene dalla strada, ha fatto duemila lavori, è un passo avanti a tutti». Soprattutto allo stalker Raffaele Piccolo, l’agente della polizia postale che ha condizionato la vita di Fabio per 5 anni, costringendolo a lasciare Napoli. Minacce di morte, accuse (pedofilia e camorra), lettere minatorie. «Non lo voglio neanche chiamare uomo».

De Laurentiis lo viene a sapere e Quagliarella finisce alla Juve, perdendo il titolo di eroe dopo appena una stagione: «Sognavo di starci per sempre, ma conosco la mia gente. Col cuore mi hanno chiamato traditore, col cuore mi hanno riaccolto quando hanno saputo la verità». Dopo la confessione, la ‘redenzione’ dei napoletani attraverso uno striscione esposto al San Paolo: «Nell’inferno in cui hai vissuto enorme dignità. Ci riabbracceremo, Fabio, figlio di questa città».

Papà Vittorio fu il primo a insospettirsi verso il falso amico a cui si erano rivolti: «Si legava il microfono sotto la camicia per incastrarlo». Due anni fa la condanna definitiva: 4 anni e 8 mesi di reclusione, fine della storia e di un incubo. Negli ultimi due anni ha segnato 40 gol, è diventato il capitano della Samp ed è tornato in Nazionale grazie a Mancini: doppietta al Liechtenstein, di nuovo in rete con l’Italia dopo nove anni. Infinito.

Quagliarella è la copertina di una squadra nuova, l’eccezione del ‘vecchio’ esperto tra una sfila di giovani: Mancini, Spinazzola, Barella, Bernardeschi, Zaniolo. 6 reti al Liechtenstein, altre 2 alla Finlandia, nessun gol subìto e primo posto nel girone di qualificazione agli Europei del 2020. Un nuovo corso: Sensi, Verratti, Kean e Pavoletti completano l’en plein.

Anche se i riflettori sono tutti per Quagliarella, di nuovo decisivo grazie a due rigori precisi, forti. Come lui. L’uomo che non si è mai perso: «A volte scopriamo una forza che non sappiamo di avere. Io l’ho trovata grazie alla famiglia e all’amore per il calcio». I requisiti della nuova vita.

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