Cesare Battisti confessa i quattro omicidi

Former far-left militant Cesare Battisti arrives escorted by Italian police at Rome's Ciampino airport, Italy, 14 January 2019. Cesare Battisti, 64, a former member of the far-left terrorist group Armed Proletarians for Communism (PAC), was arrested in Bolivia after 38-years as a fugitive of the Italian justice. He is set to serve a life sentence for four murders committed in Italy's 'years of lead' of political violence in the 1970s and 1980s, media reported. ANSA/ETTORE FERRARI

Il terrorista dei Pac nega di aver avuto qualche «copertura occulta» durante la latitanza. Il pm di Milano Greco: «L'ammissione fa giustizia e rende onore a forze dell'ordine e magistratura»


«È stata una guerra giusta, ma ora chiedo scusa alle vittime», queste le parole di Cesare Battisti, che per la prima volta ha ammesso i quattro omicidi per i quali è stato condannato. Lo ha fatto davanti al procuratore aggiunto di Milano, Alberto Nobili, nel carcere di Oristano, dove è recluso.

Il procuratore capo Francesco Greco ha commentato che «l’ammissione di Battisti fa giustizia di tante polemiche che ci sono state in questi anni, rende onore alle forze dell’ordine e alla magistratura di Milano e fa chiarezza su un gruppo, i Pac (Proletari Armati per il Comunismo, ndr), che ha agito dalla fine degli anni ’70 in modo efferato». Il pm ha anche precisato che «non si parla di collaborazione con la giustizia, ma semplicemente di importantissime ammissioni, da parte di una persona che ha barato per 37 anni». Quindi questa confessione non porterebbe a benefici a Battisti mentre sconterà la pena, passata da 4 ergastoli a 30 anni per le condizioni dettate dal Brasile per l’estradizione.

«Io parlo delle mie responsabilità, non farò i nomi di nessuno», ha detto Battisti ai magistrati, «mi rendo conto del male che ho fatto e mi viene da chiedere scusa ai familiari delle vittime». Durante i 37 anni di latitanza, secondo il suo racconto, non ha avuto alcuna «copertura occulta». Il pm Nobili ha dichiarato che «Battisti si è avvalso delle sue dichiarazioni di innocenza per avere aiuti da organizzazioni di estrema sinistra sia in Francia, Messico e Brasile, e dello stesso Lula. In questi anni ha anche lavorato parecchio, ha scritto quattro libri e molti articoli e in Francia ha lavorato per una tv».

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