La «macchina del potere» di Castelvetrano in una loggia segreta

Carabinieri Bologna

L'operazione «Artemisia» ha portato all'arresto di 27 persone tra cui l'ex sindaco, un ex deputato e l'ex deputato dell'Ars. Un'associazione che univa politica, imprenditoria e forze dell'ordine


Sono state arrestate questa mattina a Castelvetrano 27 persone, mentre altre 10 sono a piede libero, nell’ambito dell’operazione «Artemisia» dei Carabinieri coordinati dalla procura di Trapani. Nel paese natale di Matteo Messina Denaro, latitante da 26 anni, si troverebbe secondo l’accusa un «gruppo occulto», un’associazione segreta all’interno di una loggia massonica. Tra gli appartenenti ci sarebbero politici, professionisti e massoni.

Tra Forza Italia e Ncd

L’operazione «Artemisia», nata nel 2015, ruota attorno alla figura di Giovanni Lo Sciuto, fino al 2017 deputato regionale siciliano nelle fila di Forza Italia, poi diventato alfaniano, già membro della commissione regionale Antimafia. Lo Sciuto sarebbe stato a capo di un’associazione che era in grado di condizionare nomine e bandi grazie a delle infiltrazioni nel mondo della politica, dell’imprenditoria e delle forze dell’ordine.

Ai domiciliari Felice Errante, ex sindaco di Castelvetrano che nel 2012 aveva vinto le elezioni comunali proprio contro Lo Sciuto, e Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars di Forza Italia. Cascio è accusato di aver rivelato a Lo Sciuto l’esistenza delle intercettazioni dell’indagine. Glielo avrebbe detto l’allora segretario del ministro dell’Interno Angelino Alfano, Giovannantonio Macchiarola, indagato per rivelazione di notizie riservate.

Le ipotesi di reato

I 27 arrestati sono accusati, a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio e associazione a delinquere segreta finalizzata a interferire con la pubblica amministrazione (sarebbe stata violata la cosiddetta legge Anselmi).

Gli investigatori fanno sapere che il maestro venerabile della loggia è considerato del tutto estraneo alle indagini: secondo l’accusa il «gruppo occulto» guidato da Lo Sciuto era del tutto indipendente dalla loggia palese.

Un sistema di corruzione

Le indagini, coordinate dal procuratore Alfredo Morvillo, dall’aggiunto Maurizio Agnello e dai sostituti Andrea Tarondo, Sara Morri e Francesca Urbani, portano a ipotizzare l’esistenza di un vero e proprio sistema corruttivo negli enti locali, dal comune di Castelvetrano all’Inps di Trapani. A capo di tutto questo ci sarebbe stato Lo Sciuto, accusato di aver commissionato numerosi reati contro la pubblica amministrazione con lo scopo di ampliare la propria base elettorale e il proprio potere politico.

Una vera e propria «macchina del potere», spiegano gli inquirenti. Il Gip, nella sua ordinanza, spiega che «Lo Sciuto e i suoi sodali, dopo aver “governato” tramite il sindaco Felice Errante e il vice sindaco Chiofalo dal 2012 al 2017, raggiungevano un accordo con l’ex rivale politico Lucano Perricone, finalizzato alla elezione del predetto alla carica di sindaco». A proposito di questi condizionamenti ci si riferisce in particolare alla nomina di quattro assessori a Castelvetrano, l’assegnazione di pensioni di invalidità e l’assunzione in strutture èpubbliche e private.

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