Conte alla Luiss: «Sono populista e sovranista. Cina? Un’opportunità per l’Italia»

L'intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte all'Università Luiss su 'Europa e futuro',  Roma, 20 marzo 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI ++HO ? NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Il Presidente del Consiglio è stato ospite dell'ateneo e ha parlato di vari temi: dalla Brexit al rapimento di Silvia Romano, passando per la Cina e la visita di Xi Jinping


La prima domanda la fa lui, è rivolta agli studenti: «Siete qui per passione verso la politica o per sensibilità verso le istituzioni?». I ragazzi alzano la mano e rispondono, la media è equilibrata: 50% e 50%. Ci sono i laureandi dell’ateneo e gli studenti di alcuni licei romani, molte telecamere e gli occhi puntati sul Presidente del Consiglio, ospite della Luiss per parlare di Europa e futuro. Giovanni Lo Storto – direttore generale dell’Università – lo presenta e Giuseppe Conte ritorna il professore di diritto che insegnava qui qualche anno fa.

Circa quindici domande e tanti temi trattati: la Brexit, il divario tra Nord e Sud, il memorandum con la Cina e il caso di Silvia Romano, la volontaria italiana rapita in Kenya lo scorso 20 novembre: «Non siamo ancora riusciti a venirne a capo, la nostra intelligence ci sta ancora lavorando. Seguiamo il suo caso fin dal primo giorno». C’è un altro cittadino italiano rapito all’estero, ma Conte non ha voluto svelare altri dettagli: «Non posso anticipare nulla, spero nei prossimi giorni di portare una bella notizia a tutta la comunità italiana».

 

 

Capitolo Brexit: «È una questione complessa. Gli inglesi hanno manifestato l’intenzione di non partecipare alle prossime elezioni europee. La posizione del nostro governo è rispettosa, io sono per la prospettiva di un rinvio dell’esito del referendum. La Gran Bretagna è un paese che ha dato tanto all’Unione Europea e ora si defila. C’è tristezza».

Un passaggio sulla costruzione dell’Europa e sulle esigenze di tutti gli Stati. «L’edificio europeo con il tempo è diventato più complesso, ora ci sono 28 paesi con sensibilità, esperienze e tradizioni culturali diverse. Alcuni passaggi richiedono l’unanimità, quindi il percorso istituzionale diventa faticoso. Questa costruzione si mantiene su un binario ‘economicistico’. I cittadini europei hanno percepito l’obiettivo della stabilità finanziaria, è uno spazio da conquistare. Siamo paesi in competizione, ma ci riconosciamo in un quadro di valori e principi comuni».

 

 

Conte ha parlato anche del suo governo: «Ci volete definire sovranisti e populisti? Se questo significa che anteporrò sempre l’interesse dei cittadini italiani e mi adopererò perché questo interesse sia collocato in un orizzonte europeo, allora sì. Sono populista e sovranista di sicuro».

Belt and Road, la nuova via della seta: «Rappresenta un’opportunità per il nostro Paese». Un’iniziativa strategica della Cina per migliorare i commerci con gli Stati dell’Europa, tra cui l’Italia: «Ritirarsi significherebbe non tutelare i nostri interessi nazionali. La nostra politica internazionale è molto chiara, la nostra collocazione euro-atlantica non si discute, ma non vedo perché non dobbiamo partecipare a questa chance. In questo momento altri paesi dell’UE hanno uno scambio molto più avanzato del nostro».

Il presidente cinese Xi Jinping è stato in Italia, tra Roma e Palermo, ha incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «La nostra amicizia si fonda su basi solide», è il pensiero di Xi. Conte non esclude un incontro con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump: «Se il negoziato dovesse andare bene potrebbe mettere fine alla guerra dei dazi».

 

 

Un commento anche sullo sviluppo tecnologico, paragonato all’Agorà: «Ad Atene c’era una piazza dove tutti partecipavano al dibattito pubblico. E così si formavano le decisioni. Abbiamo affidato a degli eletti il compito di rappresentanza, o di assumere decisioni politiche, elaborare istanze sociali e offrire soluzioni. A un certo punto c’è stata una crisi tra le élite e il popolo rappresentativo. La tecnologia può darci una mano in tante cose, è vero, ma non dobbiamo accantonare la democrazia rappresentativa».

Continua Conte: «L’agorà infotelematica moderna può rafforzare la democrazia rappresentativa, ma bisogna avere la consapevolezza che stare a casa e premere un pulsante è una semplificazione. La mediazione è anche dialogo, confronto, comprendere le ragioni dell’altro e filtrarle alla luce di una razionalità politica per raggiungere una soluzione ottimale. Nell’agorà infotelematica non riusciamo a ricreare tutte queste condizioni».

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