Caso De Vito, interrogato Camillo Mezzacapo: «Mai intascato tangenti»

ANSA/MASSIMO PERCOSSI

L'avvocato è considerato un collaboratore di Marcello De Vito, arrestato per corruzione nell'inchiesta sulla costruzione del nuovo stadio della Roma


Si è tenuto oggi nel carcere romano di Regina Coeli l’interrogatorio di garanzia a  Camillo Mezzacapo. L’avvocato coinvolto assieme a Marcello De Vito nell’inchiesta per corruzione sul nuovo stadio della Roma. «Non ho percepito nessuna tangente, solo compensi per attività professionali» ha detto Mezzacapo nel corso dell’interrogatorio. Ha poi ribadito al gip che le sue attività professionali «non avevano nulla a che fare con l’attività politica di De Vito».

Camillo Mezzacapo, avvocato, è considerato dall’accusa un collaboratore dell’ormai ex presidente del consiglio comunale di Roma ed esponente del Movimento 5 Stelle, dal quale è stato espulso ieri. I due avrebbero collaborato per ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di progetti immobiliari legati allo stadio della Roma. Un giro di tangenti che ammonterebbe a circa 400mila euro.

Prima dell’arresto De Vito ricopriva il ruolo di presidente dell’assemblea capitolina. La sua espulsione dal M5S è stata annunciata dal vicepremier Luigi Di Maio. Il gip ha scritto nell’ordinanza di custodia cautelare come «L’analisi contestuale di entrambi i procedimenti (quello di De Vito e quello di Mazzacapo) fotografano il grave fenomeno corruttivo che si è realizzato ai vertici di Roma Capitale».

«Un quadro desolante- aggiunge il gip- in cui sia il privato che il pubblico ufficiale perseguono il loro profitto nella piena consapevolezza dell’illegalità dei loro comportamenti».

 

 

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