May: “Fuori dall’Unione entro giugno. Dopo tre anni di attesa, la gente è stufa”

epa07448673 Employees of the Port of Rotterdam hand out flyers with information about the Brexit to truck drivers at the entrance of the Stena terminal in the port of Rotterdam, The Netherlands, 19 March 2019. The flyers are intended to inform the drivers of formalities concerning the transport of goods to England. The United Kingdom is officially due to leave the European Union on 29 March 2019, two years after triggering Article 50 in consequence to a referendum.  EPA/ROBIN UTRECHT

La premier inglese domani a Bruxelles per convincere l'Unione a prorogare l'uscita.


“La premier Theresa May non chiederà una proroga lunga” per la Brexit. “C’è modo di dare al Parlamento un po’ più tempo per concordare i prossimi passi, ma la gente di questo Paese ha atteso quasi tre anni, è stufa dell’incapacità del Parlamento di decidere”. L’annuncio in mattinata arriva da un portavoce di Downing Street, mentre il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker fa sapere che “L’Ue ha fatto tutto quanto in suo potere per adattarsi alle richieste del Regno Unito. Il Consiglio europeo si potrebbe riunire di nuovo la settimana prossima, ma la pazienza si sta assottigliando. L’Accordo di divorzio non sarà rinegoziato”.

L’annuncio arriva dopo la concitata giornata di ieri, in cui i ministri del governo May hanno minacciato di dimettersi in blocco se l’estensione delle trattative sarà così lunga da comportare la partecipazione britannica alle elezioni per il parlamento europeo di fine maggio. La presidente inglese punta allora a strappare a Bruxelles “una proroga breve”, che permetta di trovare i voti in Parlamento per approvare l’accordo ed uscire entro giugno. La proposta dovrà essere approvata dai 27 paesi membri dell’Unione con cui la May si confronterà domani a Bruxelles.

Dura il commento francese: «Prendere tempo tanto per prendere tempo non è un progetto e non è una strategia» fanno sapere dall’Eliseo. Più morbida la posizione di Angela Merkel. La cancelliera tedesca ha dichiarato che è intenzionata a«combattere fino all’ultima ora per un’uscita ordinata, anche se il tempo è poco», ma ha ammesso di non poter prevedere se la Ue approverà la richiesta di Londra o meno perché la situazione «è troppo fluida». La strategia della premier inglese consiste quindi nell’ottenere una nuova data o una nuova, improbabile, modifica dell’intesa per poter aggirare l’ostacolo posto dal presidente della Camera John Bercow, che ha chiarito come i deputati non possono tornare a votare la stessa identica mozione già respinta due volte con un ampio margine.

 

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