Siamo stati al mercato a chiedere agli uomini cosa pensano della festa delle donne

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Cronaca di una mattinata a pedinare i clienti di un mercato romano, dove abbiamo scoperto che le alici si possono cucinare al microonde in funzione "Crisp"


Una donna sudamericana spinge il passeggino con fare distratto. Siamo diretti verso il mercato di via Chiana a Roma, e pensiamo alle domande da fare alla gente. Mentre parliamo dell’iniziativa di Trenitalia di regalare una caramella al limone alle donne che viaggeranno in Executive l’8 marzo, la signora sente il bisogno di intervenire commentando: «Se so’ sprecati!». Ogni anno la festa della donna è accompagnata dalle stesse polemiche: si tratta di una vera e sentita celebrazione del sesso femminile, o di un’ipocrita trovata commerciale?

 

Lungo le file ordinate del mercato il numero degli uomini intenti a contrattare il prezzo del sedano sfiora l’ordine della decina. Sono perlopiù volti rubizzi che si trascinano con fare stracco da un bancone all’altro sotto il peso degli anni. Ma sono comunque in minoranza rispetto a chi nel mercato è costretto a starci, dall’altra parte della verdura. Franco è il proprietario di un banco di ortofrutta, per l’occasione ha allestito una cassetta di legno da cui i suoi clienti possono raccogliere un mazzolino di mimose. Un signore avvolto in un cappotto color kaki si avvicina, «mejo lasciar perdere che mia moglie si incazza se gliele porto, dice che una volta all’anno non basta» sbuffa tra i denti.

 

Franco sorride, l’espressione di chi è dovuto scendere a compromessi, ma senza troppa convinzione. «Io so’ molto scettico, anche per quanto riguarda San Valentino. Se vuoi fa’ un regalo a una donna non c’hai bisogno di uno che te lo ricorda. Se volessi potrei sfruttarla facendo pagare le mimose, e invece le regalo, c’ho n’albero enorme». Ma poi la sua faccia, pur rimanendo corrucciata in un sorriso beffardo, accompagna una riflessione lasciata scorrere con urgenza: «Se vedi quei Bangladesh, è strano pensà che vendono le mimose nelle piazze, quando poi non c’hanno nessun rispetto per le donne».

 

Un uomo sulla sessantina, baffo bianco e zainetto in spalla, fa spese in pescheria: «Cucinerò del pesce spada alla palermitana e farò un esperimento di cottura di alici con il microonde funzione “Crisp”. Preparo spesso la cena per mia moglie, mi piace anche fare la spesa». Per un volantino della Lega circolato nei giorni scorsi a Crotone – proprio in vista dell’8 marzo – il ruolo della donna è quello di «sostenere la famiglia». Un signore commenta con noi il fatto: «Io penso che occorra la cooperazione nella conduzione del nucleo familiare. Faccio spesso la spesa, quando è necessario dare una mano alla moglie lo faccio volentieri».

 

«I mercati nel pomeriggio sono chiusi, ma oggi staremo qui fino a tardi, perché gli uomini fanno tutto all’ultimo minuto, passano dopo l’ufficio, di corsa. Lo fanno più per prevenire la reazione delle compagne che per altro» racconta Sara, la fioraia appostata all’ingresso principale. «Quest’anno abbiamo fatto un allestimento particolare, puntando su alcuni oggetti esclusivi, delle composizioni di fiori recisi e mimose, che durino di più delle bustine pagate cinque euro e da buttare dopo un giorno». Lei l’ha visto il volantino della Lega? Le parole per rispondere la signora le trova a largo, lontano dalla polemica politica. «Dico solo che è la donna che manda avanti tutto, altro che sesso debole, siamo il sesso forte».

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