Countdown Tav, si deve decidere entro lunedì

Lo stato di avanzamento dei lavori nel cantiere della Torino Lione a Saint Martin la Porte, il 6 maggio 2015. ANSA/ GUIDO MONTANI

Ancora parole forti tra Di Maio e Salvini sull'Alta Velocità Torino-Lione. Conte in conferenza stampa rassicura sulla tenuta dell'esecutivo: assurda una crisi di governo


Tav, una decisione deve essere presa entro 72 ore. Lunedì devono essere pronti i nuovi bandi sull’Alta Velocità Torino-Lione. Ieri il premier Giuseppe Conte ha incentrato il suo discorso sull’opportunità di ridiscutere i criteri di finanziamento con Francia e Unione Europea. Il governo regge, nonostante i botta e risposta tra i due vicepremier, con Luigi Di Maio che ieri sera diceva di essere «sbalordito dalla minaccia di una crisi di governo che viene da Salvini, è un comportamento irresponsabile», mentre il leader leghista rispondeva: «Io irresponsabile? No, sono coerente e poi Luigi parlava ai suoi», aggiungendo che «Questo governo andrà avanti, sono contento di quanto ha fatto in questi nove mesi e ci sono ancora tante cose da fare» anche se «la Lega non firmerà nessun provvedimento per bloccare l’opera: bisogna scegliere, non si può sempre rimandare».

Se la posizione dei 5 Stelle in materia di Tav è un «No» unanime, nel Carroccio la posizione – pur non essendo contraria – non è ben definita: «Nel contratto c’è la revisione dell’opera che è giusta, si possono tagliare spese, strutture ma non si può fermarla e conto che il buon senso prevalga», ha spiegato Salvini. E il sottosegretario leghista Armando Siri appoggia il suo segretario: «Non c’è nessuno stop dell’opera, allo stato attuale è una cosa che non esiste. Se poi vogliamo rimetterci intorno a un tavolo con Francia e Ue, per carità, si può anche fare, ma non certo nella posizione di coloro che non hanno rispettato i patti».

Il famoso «contratto di governo» dedicava al Tav solo poche righe: «Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia». Non veniva quindi fornita una direttrice precisa, ma semplicemente una discussione ulteriore, cioè ciò che ha promesso il premier nel suo discorso. Anche se lo stesso Conte in conferenza stampa ha spiegato la sua posizione in materia: «Io stesso ho espresso forti forti dubbi e perplessità sulla convenienza del Tav e lo ribadisco. Non sono affatto convinto che questo sia un progetto infrastrutturale di cui l’Italia ha bisogno».

La decisione, dicevamo, dev’essere presa entro lunedì. In gioco c’è un finanziamento europeo di 800 milioni di euro che potrebbero essere persi in caso di mancato avvio delle gare. A questo proposito Conte ha risposto in conferenza stampa: «Abbiamo forze politiche con sensibilità politiche differenti» e «siamo in stallo anche sui bandi». Un problema, quindi, che però non sembrerebbe mettere a rischio l’esecutivo: «Escludo assolutamente che possa nascere da questo confronto schietto, serrato, una crisi di governo. Sarebbe assurdo».

Ieri sera La7, in un servizio di Frediano Finucci, ha parlato di uno studio riservato della Commissione Europea che indica risparmi di tempo notevoli per il trasporto di passeggeri e merci con il Tav Torino-Lione. Tra i ricercatori che hanno redatto questa analisi c’è anche la «Trt Trasporti e Territorio», di cui è presidente Marco Ponti, tra gli autori dell’analisi costi-benefici per il Ministero dei Trasporti, studio che aveva dato giudizio negativo sull’opera.
L’europarlamentare di Forza Italia/PPE Massimiliano Salini commenta: «Lo studio voluto dall’Europa contraddice l’analisi costi e benefici sul Tav della commissione Ponti. Ma la società dello stesso Ponti firma anche l’analisi positiva dell’Europa. Insomma: due padroni, due risultati diversi, ma dove siamo? Su Marte?». Si tratta però di studi molto diversi: se quello richiesto dal Mit era un’analisi costi-benefici della tratta Torino-Lione, quello scoperto da La7 si riferisce all’intero «Corridoio Mediterraneo» (che va da Gibilterra a Budapest) e approfondisce le ricadute sul traffico di merci e persone e sull’occupazione. Dal ministero fanno sapere che, anche se dello studio per la Commissione Europea si è occupata anche la Trt, si tratta di una «partecipazione solo marginale» e il professor Ponti «non solo non ha firmato la ricerca, ma non ne conosce in alcun modo i contenuti».

 

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