Tav, il premier Conte: «la decisione entro venerdì»

Lo stato di avanzamento dei lavori nel cantiere della Torino Lione a Saint Martin la Porte, il 6 maggio 2015. ANSA/ GUIDO MONTANI

Il Presidente del Consiglio ha convocato un vertice per stasera: «Potrebbe durare anche tutta la notte»


Sulla Tav il Governo rimane spaccato. La Lega pressa per il Sì, scontrandosi con il parere opposto del Movimento 5 Stelle, determinato a non indietreggiare di un centimetro per rispettare l’impegno preso con gli elettori. Difficile mettere tutti d’accordo, eppure il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrà provarci e per tale ragione ha fissato un vertice stasera, al ritorno dalla visita istituzionale a Belgrado. «La riunione potrebbe durare anche tutta la notte», ha detto ieri ai giornalisti radunati fuori da Palazzo Chigi.

Ci saranno i tecnici, ai quali spetterà il compito di presentare l’analisi costi-benefici: punto di partenza irrinunciabile per una scelta che, comunque, rimane politica. Il premier ha dichiarato di decidere entro venerdì, deludendo, in un certo senso le aspettative di Matteo Salvini che auspicava tempi più celeri. Il leader del Carroccio, a prescindere dall’esito della disputa, continua a ritenere solido l’attuale esecutivo, anche se, al di là delle affermazioni di circostanza, qualche crepa s’intravede. Bastano le parole di Stefano Buffagni per rendersene conto. Il sottosegretario agli Affari regionali grillino, storico fedelissimo di Luigi Di Maio, si dice pronto a uscire di scena qualora il compromesso sulla Tav avrebbe come conseguenza «lo spreco di soldi pubblici per un’opera datata». L’aria tesa non risparmia Danilo Toninelli che, pur smentendo qualunque ipotesi di dimissioni, dovrà fare i conti, il prossimo 21 marzo, con la votazione del Senato sulla mozione di sfiducia avanzata dall’opposizione. Al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti si contesta una complessiva condotta superficiale sulla vicenda Tav e la compilazione di un’analisi costi-benefici lontana dalla realtà.

La costruzione della linea ferroviaria anima il dibattito pubblico e riempie le agende anche nel Partito Democratico. Il neo-segretario Nicola Zingaretti, conscio della delicatezza della questione, si è recato a Torino e non ha perso occasione per manifestare il proprio e incondizionato sostegno all’opera. Dal capoluogo piemontese ha lanciato frecciate non troppo velate a Salvini, accusandolo di «affondare il nord». Scelta strategica, in virtù delle prossime elezioni regionali fissate il 26 maggio, contemporaneamente alle consultazioni Europee. Il Piemonte, infatti, è l’unica regione settentrionale in cui la coalizione di Centro-destra non vanta la maggioranza.

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