A Ginevra il risveglio di Fca: «Investimenti confermati e subito nuovi modelli ibridi»

epa07416602 The Alfa Romeo Tonale is presented during the press day at the 89th Geneva International Motor Show in Geneva, Switzerland, 06 March 2019. The Motor Show will open its gates to the public from 07 to 17 March presenting more than 180 exhibitors and more than 100 World and European premieres.  EPA/CYRIL ZINGARO

L'Ad del gruppo Mike Manley conferma il piano da 5 milioni per gli stabilimenti italiani. Sullo sfondo i concept Alfa Romeo Tonale e Fiat Centoventi e le versioni ibride di Jeep Compass e Renegade


La chiamano la sfacciataggine dei timidi. Mesi e mesi di rimuginazioni, silenzi, ripensamenti. Poi arriva il coraggio di prendere l’iniziativa e Fca spiazza tutti. È un’offensiva su più fronti quella che il gruppo italo-americano mette in campo all’ultimo Salone di Ginevra: oltre un’ora di presentazione, il board al gran completo – con l’Ad Mike Manley che sembra aver superato il disagio per il confronto con lo scomparso Sergio Marchionne -, due prototipi inediti (Alfa Romeo Tonale e Fiat Centoventi) e le prime versioni ibride di due modelli di successo (Jeep Compass e Renegade), e tanti annunci importanti. Primo fra tutti, quello che il Piano Italia si farà. Ed è proprio il manager inglese a comunicare che il programma di investimenti di 5 miliardi per le fabbriche italiane è stato confermato.

All’inizio dell’anno il piano industriale 2019-21, che aveva promesso la piena occupazione negli stabilimenti italiani grazie soprattutto al lancio di nuovi modelli elettrici e ibridi, era stato messo in discussione dall’ecotassa. Dopo l’adozione da parte del governo del sistema di bonus-malus sulle immatricolazioni di veicoli nuovi, i vertici di Fca avevano congelato il piano, in attesa di capire quali sarebbero state le ripercussioni sul mercato. Senza celare una certa soddisfazione, Manley scioglie ogni dubbio sul futuro degli stabilimenti italiani: «In questi mesi – spiega – abbiamo analizzato la situazione e abbiamo deciso che il piano di investimenti è fondamentale per lo sviluppo del gruppo. Quindi si farà. Sulla vicenda del bonus malus – insiste Manley – abbiamo visto che le turbolenze del mercato italiano sono dovute alla confusione generata dallo schema del provvedimento. Pensiamo che potrà avere un impatto su alcuni nostri modelli. Si tratta di vedere che peso avrà, ma proseguiamo sulla direzione tracciata a novembre».

Confermata quindi l’infornata di nuovi modelli green a cui assisteremo a partire già da quest’anno. Le linee di assemblaggio di Melfi si stanno attrezzando per la produzione delle versioni ibride plug-in delle Jeep Renegade e Compass, che dovrebbe avviarsi entro la fine del 2019. All’inizio del 2020 arriverà anche la versione elettrica della 500, prodotta a Mirafiori, mentre dopo il 2020 sarà la volta dell’erede della Panda, le cui linee sono state anticipate dalla concept elettrica Centoventi. Poche le notizie certe sulla prossima versione della best-seller di Torino, a parte il fatto che dovrebbe nascere su una piattaforma inedita e che si tratterà della prima Fiat pensata sin dall’origine per l’utilizzo della propulsione elettrica. Più tangibili invece i segnali che provengono dall’altro prototipo presentato alla kermesse svizzera, il primo Suv compatto di Alfa Romeo, che prosegue sulla strada intrapresa dallo Stelvio e adotta la denominazione di uno scenografico passo alpino, il Tonale. Il C-Suv di Arese, le cui linee sembrano molto vicine a quelle definitive, sarà assemblato nello stabilimento nato con l’Alfasud, quello di Pomigliano, che tornerà quindi a sfornare Alfa Romeo (dal 2011 ospita solo la produzione della Panda).

E dato che sognare non costa nulla, anche nello stand Ferrari è tutto un sollevare teli di velluto da sinuose carrozzerie. I flash dei fotografi sono tutti per la F8 Tributo, berlinetta a motore posteriore-centrale che va a prendere il posto della 488 e incarna il massimo livello di sviluppo mai raggiunto da un V8 di Maranello (un po’ tutti speriamo che il senso del nome Tributo sia questo e che non anticipi un addio della Rossa a tale cubatura). A stuzzicare ulteriormente la fantasia dei presenti contribuiscono le parole dell’Ad di Ferrari Louis Camilleri: «La prima Ferrari ibrida arriverà a fine maggio e sarà in vendita dall’inizio del prossimo anno. Sarà una bellissima macchina. Poi nel 2022 toccherà al Suv Purosangue – continua Camilleri, che non esclude una Rossa a quattro porte – mai dire mai. Da quando sono arrivato, sono rimasto molto sorpreso dall’etica del lavoro che c’è in Ferrari. Non l’ho vista in nessuna altra parte del mondo. Penso che derivi dalla passione per questo brand che è un gioiello. Sono in Ferrari da sette mesi, stiamo lavorando molto bene, e quest’anno lanceremo cinque nuovi modelli».

Suv, ibrido, berline, un linguaggio che ai più intransigenti suona blasfemo, una sorta di tradimento all’esclusività e alla purezza che costituiscono una tradizione del marchio. Quelle di Camilleri sono parole che dividono gli appassionati e che, al netto di conferme e smentite che potrebbero arrivare negli anni, anticipano la direzione verso cui tende Maranello. E mentre gli occhi vengono catturati nuovamente dalla conturbante F8 vestita con un inedito blu-metallizzato, qualcuno dalla platea fa notare che la più grande tradizione di casa Ferrari è proprio l’innovazione.

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