Champions League, è Tadic-show: Real ko, Ajax ai quarti

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Nel ritorno degli ottavi di finale gli spagnoli perdono per 4-1 in casa e abbandonano il sogno del quarto titolo consecutivo. Anche il Tottenham ai quarti


Nel segno di Dusan Tadic. L’Ajax annienta il Real Madrid al Bernabeu per 4-1 e si qualifica ai quarti di finale di Champions League, passando un turno ad eliminazione diretta nella principale coppa continentale per la prima volta dal 1997. Finisce invece nel modo più nero possibile (peggiore sconfitta interna in Europa) la corsa al quarto titolo di fila per i Blancos, campioni in carica per più di mille giorni e fuori dalla Champions per la prima volta dopo quarantasei mesi. L’ultima volta il Madrid era stato eliminato nel maggio 2015 dalla Juventus di Tevez e Morata.

Dusan Tadic, dicevamo. Il serbo, classe ’88, è sbocciato ad inizio marzo con una partita da fenomeno che ha incantato e ammutolito il Bernabeu, stadio in cui i tifosi di casa sono soliti omaggiare gli avversari particolarmente meritevoli (chiedere, tra gli altri, a Ronaldinho e Del Piero). Il numero 10, alla prima stagione all’Ajax dopo quattro in Inghilterra al Southampton, in poco più di un’ora si è preso la scena e ribaltato – quasi da solo – il 2-1 spagnolo dell’andata che sembrava aver già chiuso i giochi. Un assist a Zyech al 7’ per il gol che ha rotto il ghiaccio, la rete del 3-0 con un sinistro all’angolino al termine di un’azione perfetta. In mezzo, la giocata della partita: ruleta per liberarsi di Casemiro, palla filtrante per Neres e 2-0 confezionato come un pacchetto di Natale pronto solo per essere scartato. Fantasia, tecnica, personalità. Per il serbo, alla soglia dei 31 anni, è forse arrivato il momento della definitiva esplosione.

epa07416075 Real Madrid's Karim Benzema reacts during the UEFA Champions League round of 16 second leg match between Real Madrid and Ajax at the Santiago Bernabeu stadium in Madrid, Spain, 05 March 2019. EPA/RODRIGO JIMENEZ

E il Real? Un palo, una traversa, un’occasione sciupata in 3 contro il portiere (eravamo già sull’1-4) e l’acuto di Asensio, che ha riaperto i giochi per due minuti prima del definitivo gol di Schone. Per il resto Blancos non pervenuti. Solari – la cui avventura in panchina sembra già finita – ha lasciato tra tribuna e panchina tanti top (Isco, Marcelo, Asensio e Bale, con gli ultimi due poi subentrati) e ha dovuto fare forzatamente a meno di Sergio Ramos. Il difensore, al termine della gara di andata, si era fatto ammonire apposta per saltare il ritorno «e sperare per il meglio» al Bernabeu. E invece, il disastro. Quarta sconfitta interna di fila (Girona, Barcellona due volte e Ajax), non succedeva dal 2004 con Carlos Queiroz in panchina. E intanto, proprio su quella panchina, l’ombra di José Mourinho si fa sempre più nitida.

Nell’altra gara di ieri, il Tottenham ha battuto 1-0 il Borussia Dortmund in Germania -gol di Kane – e ha agilmente passato il turno visto il 3-0 dell’andata. Oggi in campo Porto-Roma e Paris Saint Germain–Manchester United.

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