Salvatore Esposito è “L’Eroe”: «Non ho paura di rimanere prigioniero di Genny Savastano»

salvatore esposito

Il protagonista di Gomorra presenta il suo nuovo film insieme al regista Cristiano Anania e agli altri membri del cast. In sala dal 21 marzo


Arriva al cinema il prossimo 21 marzo L’Eroe, opera prima del regista Cristiano Anania, con Salvatore Esposito, Marta Gastini, Cristina Donadio e Vincenzo Nemolato. Protagonista del film è Giorgio Pollini (Salvatore Esposito), un mediocre e ambizioso giornalista trasferito in una redazione di provincia. Il rapimento di un bambino sconvolge improvvisamente la vita del piccolo paese, ma per il cronista diventa l’occasione per dare una svolta alla carriera. La pellicola, prodotta da Mescalito Film, Green Film e Minerva Pictures, è l’ultimo prodotto del cinema indipendente italiano.

Attorno a Giorgio si muovono gli altri personaggi della cittadina, tutti in qualche modo coinvolti nella vicenda: la studentessa Marta (Marta Gastini), l’ingenuo Francesco (Vincenzo Nemolato), la ricca imprenditrice Giulia Guidi (Cristiana Donadio) e la figlia Costanza (Enrica Guidi).

conferenza espoo

«Giorgio è un personaggio complesso e pieno di sfumature», dice Salvatore Esposito nell’anteprima alla Casa del Cinema di Roma. «Un ruolo non banale che mi ha dato la possibilità di esplorare un mondo a me nuovo. I personaggi hanno mille sfaccettature, nessuno è banale o piatto», prosegue l’attore. È della stessa idea Cristina Donadio, collega di set con Esposito anche in Gomorra: «Tutto quello che appare nel film non è detto che sia vero. La signora Guidi è donna di potere ed è disposta a tutto per mantenerlo».

I tempi lenti del film si adattano perfettamente alla trama misteriosa e dai toni noir, che alla fine lasciano lo spettatore con tante domande e poche risposte. «Abbiamo fatto un bel lavoro, è un film con i suoi tempi. Ho voluto rappresentare un paese in cui non succede nulla fino a quando non arriva l’eroe», commenta Cristiano Anania. «Sono state quattro settimane di riprese indimenticabili – prosegue il regista – volevo conoscere le persone prima degli attori. In questo mese ci siamo confrontati e abbiamo parlato molto, soprattutto con Salvatore».

Proprio Esposito si sofferma sul momento della cinematografia indipendente: «Il film va sostenuto perché il cinema italiano non sempre supporta i piccoli produttori. Il passaggio da grandi produzioni ad altre più di nicchia? Non mi è mai pesato né interessato. Accetto ruoli che mi piacciono e che mi permettono di esprimermi al meglio, soprattutto se posso lasciare qualcosa a chi guarda». Gli fa eco Anania: «Abbiamo fatto un piccolo miracolo. Si tratta di un film a basso budget ma con un grande cast».

Lo stesso regista ha definito il suo film un «one man show» del protagonista. Giorgio Pollina, infatti, è un personaggio molto diverso da quello che ha reso famoso Salvatore Esposito in Gomorra: «Non ho paura di rimanere “prigioniero” di Genny Savastano. Anche dopo la serie ho fatto film di altri generi in cui interpreto personaggi molto diversi». Il film si intitola L’Eroe, una parola ricorrente nella pellicola ma dal significato quantomai ambiguo: «Mi ha colpito molto l’ambivalenza del termine – conclude Esposito – Il film si apre con un monologo sul significato di eroe, ma chi può definirsi davvero tale? Per me sono eroi i ragazzi di periferia che ogni mattina si svegliano e vanno a lavorare, ignorando i facili guadagni della malavita. Eroe è chi si mostra umano con il prossimo, chi si impegna per cambiare le cose».

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