Il circus ritorna, novità e conferme della stagione 2019 di Formula Uno

Finnish Formula One driver Kimi Raikkonen of Scuderia Ferrari  leads the pack of cars after the start  of the 2018 Formula One Grand Prix of Italy at the Formula One circuit in Monza, Italy,2 September 2018.ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Parte da Melbourne il prossimo 17 marzo il campionato 2019 di Formula Uno, con un calendario invariato e poche modifiche nel regolamento tecnico. Le principali novità riguarderanno piloti e team al via


Il circus della Formula Uno si prepara ad un altro giro di giostra. Quella 2019 sarà una stagione nel segno della continuità, con pochi ma significativi cambiamenti rispetto all’anno precedente. Invariato il calendario degli appuntamenti. Come da tradizione, i primi semafori rossi a spegnersi saranno quelli del tracciato australiano di Melbourne il prossimo 17 marzo. A seguire, i 3 Gran Premi in terra d’oriente (Bahrain, Cina, Azerbaigian), che condurranno alla fase europea del mondiale (Spagna, Monaco, una piccola escursione oltre oceano con il Canada, Francia, Austria, Gran Bretagna, Germania, Ungheria, Belgio).

L’intermezzo europeo si chiuderà a settembre, mese che per gli italiani segna la fine delle vacanze estive ma, in compenso, l’arrivo del Gran Premio di casa. Il parco di Monza ospiterà le monoposto di Formula Uno nel weekend del 6,7 e 8 settembre, dopodiché tutti a spasso per il globo per la volata finale (Singapore, Russia, Giappone, Messico, Stati Uniti, Brasile). L’ultima bandiera a scacchi a sventolare sarà quella di Yas Marina ad Abu Dhabi, il primo dicembre. Anzi no, perché una delle novità di quest’anno sarà proprio l’addio alla bandiera a scacchi, sostituita da un tabellone luminoso per evitare errori da parte del commissario di gara, come accaduto durante lo scorso Gp del Canada.

Le poche modifiche al regolamento tecnico strizzano l’occhio a uno dei topos dell’era moderna della F.1, ovvero avvicinare il grande pubblico ai Gran Premi, rendendoli più avvincenti e comprensibili. Un argomento che bisogna affrontare con serietà e senza strascichi nostalgici: lo sviluppo tecnologico nel campo dei controlli elettronici e un’aumentata sensibilità per la sicurezza impediscono il ritorno alle monoposto indomabili degli anni ’80. Ma la penuria di sorpassi rimane una controindicazione odiosa, su cui da anni si sta lavorando. Via quindi ad ali anteriori semplificate per consentire alle monoposto di avvicinarsi maggiormente alla vettura che precede senza accusare turbolenze. Per lo stesso motivo debuttano anche alettoni posteriori più larghi, in grado di generare un maggior aumento di velocità con il DRS aperto (un flap che consente di diminuire la resistenza aerodinamica in determinate zone del circuito).

Per quanto riguarda l’altra variabile determinante per le monoposto, ovvero gli pneumatici, rimangono cinque le mescole a disposizione dei piloti (dalla più dura C1, alla più morbida C5), ma la Pirelli modifica le bande laterali delle gomme, riducendo i colori a tre (bianco, giallo e rosso) e semplificando la vita agli spettatori. Quest’anno sarà leggermente più grande il serbatoio delle monoposto, che passa da 105 a 110 kg, in modo da consentire maggior autonomia. Infine, viene stabilito un peso minimo di 80 kg per il guidatore assieme all’obbligo di zavorrare le vetture dei più leggeri, con lo scopo sia di mettere al riparo i piloti più corpulenti da diete drastiche, sia di avvicinare il più possibile tra loro i pesi delle vetture.

Le principali novità riguarderanno i volti nuovi e gli scambi di sedile. Il più importante è senza dubbio quello che riguarda la Ferrari: Kimi Raikkonen saluta la rossa e passa all’Alfa Romeo, mentre, a completare l’avvicendamento, il giovane Charles Leclerc viene promosso e approda nella scuderia di Maranello. Ad affiancare Raikkonen sarà Antonio Giovinazzi, primo italiano a ritornare nella massima formula dai tempi di Jarno Trulli. Per quanto riguarda i team, da sottolineare è il cambio di denominazione dell’Alfa Romeo Sauber, che diventa Alfa Romeo Racing. Primo inizio di stagione per il team Racing Point, nato dopo il Gp d’Ungheria 2018, a seguito dell’acquisizione della Force India da parte dell’investitore canadese Lawrence Stroll (che ha riservato un sedile al figlio Lance).

Tre i debutti: Alexander Albon con la Toro Rosso, Lando Norris con la Mclaren e George Russel con la Williams. Ad affiancare il giovane Russel nella scuderia di Frank Williams sarà una vecchia conoscenza del circus, il polacco Robert Kubica, che torna in F1 dopo otto anni di stop e un incidente durante un rally che gli ha in parte compromesso la funzionalità della mano destra. Un gradito ritorno di un pilota coraggioso e sfortunato, che allevia l’amarezza per un grande assente, Fernando Alonso, che per la prima volta dal 2003 non sarà al via di una nuova stagione di Formula 1.

 

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