Tutti contro il M5S: «Stanno implodendo, hanno rinnegato tutto ciò in cui credevano»

ANSA/ANGELO CARCONI

La parlamentare Claudia Porchietto (Forza Italia) e l'ex deputato Pippo Civati (ex Pd) commentano ai nostri microfoni il cambio di rotta dei pentastellati annunciato ieri da Di Maio


Il Movimento 5 Stelle cambia volto. Dopo la débâcle elettorale in Sardegna, Luigi Di Maio ha lanciato la bomba: addio al vincolo del doppio mandato, sì alle alleanze. Una «sperimentazione», come l’ha definita il vicepremier in conferenza stampa, che non sorprende l’opposizione, anzi, rafforza l’idea che il movimento si stia gradualmente trasformando in un partito tradizionale.

«Ancora una volta il M5S si rimangia la filosofia che era alla base della sua politica – ha dichiarato ai nostri microfoni Claudia Porchietto, parlamentare di Forza Italia – Si tratta di un movimento nato di protesta, che riteneva la politica tradizionale una iattura. Ma una volta entrato nelle stanze del potere, sta ripercorrendo esattamente le tappe che hanno portato alla costituzione dei partiti tradizionali». Per la deputata di FI il movimento pentastellato «sta implodendo, perché si è costruito su un mare di ipocrisia e di bugie e lo sta dimostrando con il cambiamento delle regole del gioco. Il cittadino non è stupido, si è reso conto delle incongruenze».

È dello stesso avviso Pippo Civati, ex parlamentare Pd e poi fondatore di Possibile, che ritiene la svolta partitica del M5S «non una novità, il Movimento ha rinnegato moltissime delle sue battaglie fondamentali, quelle da cui era partito». I 5 Stelle «hanno preferito una logica di potere molto simile a quella che avevano sempre avversato – sostiene Civati – fino al no all’autorizzazione a procedere contro il ministro Salvini, che ne certifica il passaggio al lato oscuro della forza. Quando erano all’opposizione avversavano tutto ciò con toni esasperati e senza appello. Ora i toni sono diventati molto più miti, ragionevoli, addirittura in chiave di giustificazione e autoassoluzione». Le elezioni regionali in Sardegna «hanno dimostrato che c’è uno spaesamento degli elettori. Rispetto a un anno fa le cose sono cambiate in modo molto veloce e anche dichiarato».

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