Il grande malato d’Europa è ancora l’Italia, il country report della Commissione boccia Roma

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, agli Stati generali Alleanza Cooperative, Roma 1 febbraio 2019. 
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Pubblicata la valutazione della Commissione europea sulla manovra, che mette l'Italia sotto osservazione per i suoi squilibri macroeconomici eccessivi e per la pigrizia nelle riforme. Abbiamo chiesto un commento all'Onorevole del PD Gianfranco Librandi


Gli occhi della Commissione Europea continuano ad essere puntati sull’Italia. Bruxelles mette l’Italia sotto monitoraggio per i suoi squilibri macroeconomici eccessivi, pubblicando un country report non favorevole alle misure contenute nella manovra del governo. La principali critiche sono indirizzate ai due provvedimenti bandiera dell’esecutivo giallo-verde: secondo la commissione quota 100 non farà crescere l’occupazione e avrà un impatto negativo sulla sostenibilità dei conti pubblici, mentre l’efficacia del reddito di cittadinanza sarebbe vanificata dall’impreparazione dei centri per l’impiego, con un aumento dei consumi limitato allo 0,15%. A preoccupare l’Ue sono anche gli investimenti che fanno segnare una stagnazione e lo stallo nel processo di avanzamento delle riforme. Un’inazione che potrebbe costare all’Italia un peggioramento degli squilibri macro-economici, con il rischio di un aumento del debito pubblico che si somma alle debolezze strutturali dell’economia.

«La manovra 2019 include misure che rovesciano elementi di importanti riforme fatte in precedenza, in particolare sulle pensioni, e non include misure efficaci per aumentare il potenziale di crescita – si legge nel documento -. Nonostante alcuni progressi nel riparare i bilanci delle banche, riforme sul diritto fallimentare e politiche attive del mercato del lavoro, lo slancio delle riforme è ampiamente in stallo nel 2018». Per il momento le ripercussioni sullo spread della situazione economica non ottimale sono state limitate, ma la Commissione teme che un deterioramento dei fondamentali macro-finanziari dell’Italia possa causare un aumento del differenziale tra Btp e Bund tedeschi, che a sua volta potrebbe innescare un contagio verso altri Stati membri. In particolare, nell’analisi di Bruxelles si legge che «il debito alto e la protratta scarsa produttività implicano rischi con rilevanza transnazionale, in un contesto di alta disoccupazione. Il debito non scenderà nei prossimi anni, visto che la debole prospettiva macro e gli attuali piani di bilancio del Governo, anche se meno espansivi di prima, implicano un deterioramento dell’avanzo primario».

A causare le critiche della Commissione è anche l’incremento del carico fiscale sulle imprese e  l’aumento del rischio di evasione fiscale causato dalla maggiore possibilità di effettuare condoni, mentre le privatizzazioni annunciate dal governo sono considerate poco realistiche e la vendita di edifici pubblici dovrebbe avere una scarsa rilevanza per il bilancio. Nel suo Rapporto paese l’esecutivo comunitario si limita a sollecitare i policy makers italiani a prendere azioni più incisive per rilanciare la crescita, senza tuttavia aprire procedure di infrazione. «Siamo preoccupati che il debito non diminuisca a causa dei piani economici deboli del Governo. Inoltre, in generale lo slancio delle riforme si è fermato» ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis presentando i Country Reports. «La Commissione resta vigile e monitorerà da vicino la situazione italiana per fare un’ulteriore valutazione in primavera basata soprattutto sul livello di ambizione del programma nazionale di riforme» ha aggiunto.

«Io faccio l’imprenditore. Siamo terrorizzati perché vediamo che c’è un calo degli ordinativi e perché abbiamo grandi problemi a relazionarci con le altre nazioni – afferma l’onorevole Gianfranco Librandi, deputato del PD -. Questo è evidente soprattutto all’interno delle fiere internazionali, come quella di Dubai della prossima settimana. Vedo che gli investitori sono scettici nei confronti del nostro paese a causa dell’instabilità politica e della scarsa credibilità di questo governo. Gli imprenditori italiani a loro volta faticano a essere competitivi, soprattutto a causa della crescente pressione fiscale. Stiamo parlando di 6 milioni di tasse in più per le aziende da quest’anno. Prima ancora del parere della Commissione, la bocciatura della manovra arriva in maniera evidente dalle imprese e dai lavoratori italiani in difficoltà».

«Bisognerebbe arrivare alla fine di questa esperienza di governo per poter sperare di modificare l’andamento economico del paese – conclude l’onorevole -. Purtroppo, sembra che i messaggi politici evidenti che provengono dal paese, come la perdita di voti in Abruzzo e Sardegna, scivolino addosso alla maggioranza, che si dimostra più attaccata alla poltrona dei tanto criticati esecutivi precedenti. Personalmente, spero in un sussulto da parte della Lega. Vedo che il Sottosegretario Giorgetti è sensibile alle esigenze degli imprenditori. Frequenta i meeting ad alto livello, è andato a Londra per tranquillizzare gli investitori internazionali. La Lega dovrebbe ravvedersi e capire che la strada che ha tracciato assieme ai 5 Stelle non conduce da nessuna parte. Abbiamo evitato un declassamento dall’agenzia di rating Fitch qualche giorno fa, ma non è detto che saremo graziati anche alla prossima analisi».

 

condividi