«Fino a sei mesi fa era una società modello». Il Pro Piacenza escluso dal campionato di Serie C

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Dopo la sconfitta per 20-0 con il Cuneo arriva la decisione del giudice sportivo. La nostra intervista a Corrado Tedeschi del quotidiano "Libertà" di Piacenza


Sette ragazzini (e un massaggiatore) mandati allo sbaraglio. Una partita grottesca, che nulla ha a che fare con il calcio, lo sport e i suoi valori. Cuneo-Pro Piacenza è finita 20-0, ma il risultato in questo caso conta poco. Il giudice sportivo ha infatti deciso di escludere la squadra dal campionato di Serie C per irregolarità nel tesseramento dei giovani calciatori, il capitolo finale di una brutta storia cominciata la scorsa estate.

«Fino a 6 mesi fa quella del Pro Piacenza era considerata una società modello – racconta ai nostri microfoni Corrado Todeschi, cronista del giornale piacentino “Libertà” – pur essendo molto piccola, una squadra di quartiere, era in salute e non aveva debiti». Dopo una lunga storia fra i dilettanti, la squadra emiliana gioca da cinque stagioni consecutive in Serie C, conquistando ogni anno la salvezza nonostante l’abissale differenza tecnica e strutturale con gli altri club di categoria. «L’ex proprietario Burzoni – prosegue Todeschi – in estate ha deciso di cedere la società e, proprio nell’ultimo giorno buono per iscrivere la squadra al campionato, è arrivato l’imprenditore romano Maurizio Pannella a rilevare il club».

Proprietario dell’azienda di elettrodomestici Sèleco, il nuovo presidente si presenta alla piazza con una campagna acquisti faraonica, che porta nel secondo club di Piacenza gente del calibro di Christian Ledesma e l’allenatore Giuliano Giannichedda, entrambi ex Lazio. La squadra parte bene, ma qualcosa si spezza in pochissimo tempo: già alla prima scadenza nessun pagamento perviene ai dipendenti del club. Dirigenti, calciatori e magazzinieri non percepiscono un euro da luglio e nel giro di poco tempo comincia il fuggifuggi. Entro Natale il Pro Piacenza è una realtà praticamente azzerata, non ci sono neanche undici persone da mandare in campo e nessuno sa il perché.

«Pannella parla solo attraverso comunicati stampa – racconta Todeschi – è da luglio che ci chiediamo perché abbia acquistato la squadra, ma non riusciamo a rispondere. Il Pro Piacenza è una squadra molto piccola, con un seguito pari quasi a zero, che però da qualche anno si stava attestando stabilmente in Serie C. Siamo rimasti sorpresi quando la Sèleco, che è anche lo sponsor di Lazio e Salernitana, ha deciso di rilevare la società».

Intanto l’assetto societario è in continua mutazione, direttori generali e allenatori vanno e vengono, e i giocatori tesserati ad oggi non bastano nemmeno per giocare una partita in undici. La Procura di Piacenza ha fatto partire un’indagine, perquisizioni sono state effettuate dalla Guardia di Finanza nella sede della società e a Roma a casa di Pannella. E, da oggi, la squadra non partecipa più al campionato. La parola fine su una storia assurda, un malcostume tutto italiano, le cui motivazioni saranno chiarite quanto prima dalla giustizia.

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