Su Rousseau si vota per il destino di Salvini. Ma il sito fa i capricci

L'home page della piattaforma del Movimento 5 Stelle, Rousseau, Roma, 3 gennaio 2018. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO? ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L?AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Sulla piattaforma del Movimento è iniziata la votazione degli iscritti per confermare o negare l’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno. Tajani: «Scelta ridicola»


Dopo una mattinata di confusione, in cui la piattaforma Rousseau è andata in tilt per il gran numero di accessi, è finalmente partito il voto degli elettori 5 stelle sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il voto è iniziato con un’ora di ritardo proprio per il crash temporaneo del sito. A partire dalle 11 chi è iscritto alla piattaforma da almeno 6 mesi (con profilo certificato) potrà rispondere alla domanda «Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?». Votando Si, si nega l’autorizzazione a procedere, con il No la si conferma.

Il quesito è stato modificato aggiungendo l’interesse dello Stato, per uniformarlo a quello che sarà proposto domani in Giunta delle immunità. L’intricato meccanismo per cui, di fatto, votando Si si dice no e viceversa, ha suscitato le ironie dello stesso fondatore del Movimento Beppe Grillo, che ieri su Twitter lo ha definito a metà «tra il comma 22 e la sindrome di Procuste». Oggi però è arrivato il dietrofront: «La mia era solo una battuta, montata ad arte contro il M5S. Piena fiducia nel capo politico Luigi Di Maio», sottolinea il comico.

Apparentemente tranquillo il diretto interessato Matteo Salvini, che sostiene di non temere «i tribunali del popolo» e che «il governo non cadrà. Gli italiani sanno che ho agito per il loro bene e per la loro sicurezza». Il vicepremier è convinto che il Presidente del Consiglio Conte e i ministri Di Maio e Toninelli siano con lui, perché «siamo tutti sulla stessa barca, è la riprova della condivisione della nostra scelta».

Su Twitter, intanto, il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra (M5S), cita Luigi Pirandello («Pensaci Giacomino, pensaci!») in un probabile riferimento al voto online in corso. Morra ha reso noto nelle scorse settimane di essere a favore dell’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno. «Come Movimento cinque stelle noi accetteremo, come sempre abbiamo fatto, il risultato della votazione degli iscritti», ha detto invece il collega di partito e sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, che non svelerà le sue intenzioni di voto: «Ritengo che un membro di governo non debba pronunciarsi per evitare di influenzare», ha aggiunto.

Durissime le opposizioni: per il sindaco di Napoli Luigi de Magistris «chi gridava onestà, onestà è entrato a pieno titolo nel sistema e questo non va bene, perché quando il popolo vota per il cambiamento poi questo cambiamento bisogna praticarlo». Intervenuto a margine del Consiglio comunale dei giovani, il primo cittadino ha dichiarato che il M5s «vuole perseguire lo stesso obiettivo di chi ha sempre sostenuto che i politici non devono essere giudicati dalla magistratura, cercando però di prendere in giro gli italiani, che sono molto più intelligenti e hanno già capito che non ci sono né coerenza né credibilità». Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha invece definito il momento il «redde rationem» per il Movimento: «Dovranno decidere se salvare Salvini o no e quindi si prenderanno la responsabilità davanti ai loro elettori». «Vedremo – continua Nardella – se saranno coerenti con i loro principi oppure se pur di rimanere al governo, al potere, rinunceranno anche ai loro principi».

Anche per il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (Forza Italia) la decisione di affidare alla piattaforma Rousseau l’autorizzazione a procedere è «una scelta ridicola che offende la democrazia parlamentare, che cerca di togliere ogni responsabilità al M5S incapace di decidere se stare dalla parte del diritto o del giustizialismo». Tajani ha poi annunciato che Forza Italia voterà “no” nelle sedi istituzionali.

Per i risultati si dovranno aspettare le 20, quando le “urne” della piattaforma Rousseau si chiuderanno. A quel punto sarà più facile definire il destino di Matteo Salvini e, forse, della tenuta del governo.

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