Quando il motore è la passione, la scommessa di Davide Cironi

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Grazie a un amore sconfinato per i motori e a tanta forza di volontà, questo ragazzo aquilano, partendo dal nulla, ha dato vita in poco tempo ad uno dei canali di riferimento per gli appassionati di automobilismo sportivo


Una vecchia Porsche 930 turbo, nera come la pece, sguscia a ritmo sostenuto attraverso un paesaggio lunare. Con un latrato animalesco l’auto si arrampica per stradine e tornanti, terrorizzando ogni esemplare di fauna nel giro di alcuni chilometri. A fare da sfondo alla scena creste taglienti, intervallate da distese di terra bruna e rocce. Tutto farebbe pensare ad un film americano anni’80 che celebra l’estrema libertà della vita on the road, magari ambientato tra le Montagne Rocciose. Ti aspetteresti che alla guida di quella coupé minacciosa vi sia un ragazzone un po’ teppista, con relativo giubbotto di pelle e Rayban scuri. Invece, a scendere dall’auto è una figura che non ha nulla di yankee. Gli occhiali da sole ci sono, ma per il resto Davide Cironi – alto, fisico asciutto, capelli ricci – potrebbe essere il tuo compagno di banco del liceo. Anche il paesaggio non è quello del Colorado ma appartiene alla splendida cornice del Gran Sasso. La scena, poi, non è tratta da un film, bensì da uno dei video del Drive Experience, il canale Youtube in lingua italiana più famoso e seguito tra gli appassionati di auto sportive, di cui Davide è fondatore.

Originario di L’Aquila, 31 anni da poco compiuti e una passione sfrenata per le automobili sin dalla tenera età, Davide è partito dal basso ed è arrivato ad essere uno dei tester italiani più rinomati grazie alla sua determinazione e alla sua totale dedizione ai motori. A vent’anni svolge tre lavori contemporaneamente pur di mantenere le sue amatissime auto. L’unico momento di pace alla sera, quando distrutto scende nel garage per ammirare le sue due gioie, un’Alfa Romeo Gt Junior e una Porsche 996. «A me dei soldi non è mai importato assolutamente nulla – commenta Davide -. Sono stato cresciuto senza vizi e con un’educazione quasi militare, e questa base mi ha portato a sacrificare il superfluo in favore del necessario, che nel mio caso erano e sono i motori. Ho comprato la mia prima Porsche quando non potevo ancora assolutamente permettermela, quando ho capito che mi avrebbe reso felice. Mi sarebbe piaciuto molto poter correre in macchina fin da giovanissimo, ma sappiamo che questo non è alla portata di chi non nasce in una certa maniera, per cui non ho neanche provato a desiderarlo da piccolo. Ciò che mi importava era arrivare a guidare le auto dei miei sogni e sapevo, con certezza assoluta, che un giorno io quelle macchine le avrei guidate».

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Vivere all’Aquila nel 2009 significa dover affrontare un evento che segna un terribile spartiacque per un’intera comunità. Dopo il terremoto il capoluogo fatica a tornare alla normalità, il lavoro scarseggia e a Davide non rimane che dedicarsi all’unico settore non in crisi: la cronaca. Viene assunto in un giornale locale, ma ben presto la sua smisurata passione per le auto sportive attira l’attenzione del suo caporedattore. In realtà, ad attirare l’attenzione è più il fatto che un ragazzo con uno stipendio da redattore semplice vada tutti i giorni a lavoro con una Porsche (a onor del vero, comprata usata e con motore da sistemare). Davide spiega che dedica tutto ciò che guadagna alle auto e riceve la proposta di creare una piccola rubrica di motori per il suo giornale. Si tratta di un esperimento, in città non c’è nessuno che se ne occupi, ma il ragazzo ha già le idee chiare su quale auto provare e accetta di buon grado. Chiama a raccolta il suo amico di sempre e si reca nella locale concessionaria Toyota, dove riescono ad ottenere una Gt86 per un test-drive. E’ una delle poche auto sportive – ma dalle prestazioni e dal costo umani – presenti in città. Di sicuro, l’unica che una concessionaria affiderebbe in prova a due ragazzi.

Davide ripone tutta la sua passione in quel video e il risultato è un test che si focalizza su aspetti specialistici come “dinamica del veicolo, piacere di guida, bilanciamento dei pesi”, il tutto condito da sovrasterzi e tornanti presi allegramente. Un video fuori target per il pubblico di un quotidiano locale e talmente accurato da sembrare professionale. E’ lo stesso caporedattore a dire che il servizio è fatto troppo bene per quello che possono pagarlo, ma a Davide non importa; il primo video ha fatto scoccare la scintilla e decide di continuare a realizzare recensioni da pubblicare per conto suo. E’ il 2013 e nasce così il Drive Experience, che ben presto si arricchisce di altri test e confronti, riscuotendo subito un buon successo di pubblico. Poi arriva la prova della sua Alfa Gt Junior del ‘68, un’auto letteralmente venerata dai cultori. In poche ore il video diventa virale, viene visto in tutto il mondo e il canale di Davide viene sommerso di iscrizioni e commenti. Quel test è un altro pilastro della storia di questo ragazzo aquilano, che il giorno successivo deve consegnare la sua auto al nuovo proprietario. Quando realizza la prova, infatti, Davide ha già venduto la sua amatissima Alfa per poter disporre di una somma da investire nella nuova attività. Per far decollare il Drive Experience servono soldi e Davide sceglie di dedicare a questo progetto il sacrificio più grande.

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Dopo sei anni, è ormai chiaro che la scommessa di Davide Cironi si è rivelata vincente. Oggi il suo canale YouTube conta 229.000 iscritti e 57 milioni di visualizzazioni totali. Davide non paga più di tasca propria per lavorare e sono numerose le grandi aziende che gli chiedono di recensire i loro ultimi modelli. Il suo è l’unico canale italiano su cui si possono ammirare test di auto mitologiche come un’Alfa 155 da DTM e una Bugatti EB110, e Davide è uno dei pochi ad aver realizzato interviste ai grandi nomi dell’automobilismo mondiale, come Mauro Forghieri, Marcello Gandini e Sergio Limone. Nonostante il grande successo, Davide non parla volentieri di sé e, quando lo fa, non usa toni autocelebrativi: «Quando mi sono reso conto che a molte persone piaceva il mio punto di vista e il mio modo di raccontare l’automobilismo sportivo, ne ho fatto un bel mestiere. Ci ho messo dieci tonnellate di forza di volontà, un po’ di Rock ‘n’ roll, un amico studente di cinema, gomme fumanti, traversi, fiammate, la testardaggine e un sacco di amore.  Non mi importa se sono il primo a guidare la nuova Lamborghini o se pubblico il servizio prima degli altri, e continuo a rifiutare soldi dalle Case che vogliono farmi provare auto commerciali. Quello che mi interessa è arricchire culturalmente altre persone con i nostri contenuti, dare giustizia a personaggi storici che non l’hanno avuta, far conoscere la nostra cultura motoristica nazionale più a fondo, far innamorare delle macchine che io amo chi non le conosce».

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Con il tempo Drive Experience è diventato molto più di un sito internet e di un canale YouTube. Davide organizza ogni anno un raduno a cui partecipano migliaia di appassionati provenienti da tutta Italia, ha creato una sua collana editoriale dedicata al mondo dei motori e organizza assieme a Loris Bicocchi, famoso pilota e collaudatore della Bugatti, un’Academy per insegnare agli aspiranti tester i fondamenti del mestiere. «Mi piace l’idea di mettermi al servizio di una riscoperta del mondo reale. Mi piace andare a prendere queste persone proprio nel posto che odio di più, internet, il regno dell’intangibile, e riportarle nel mondo reale. Libri, eventi dal vivo, Academy, condivisione reale (non solo social), tutto è volto al ritorno di un mondo che si può toccare e sperimentare in prima persona. Anche quando non portiamo direttamente la gente a ricongiungersi con il mondo reale attraverso iniziative “live”, lo facciamo facendo venire voglia a qualcuno di comprarsi una bella macchina, oppure semplicemente di alzare la saracinesca e andare a guidare quella che hanno già. Sembra poco, ma è tantissimo».

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Il successo della formula di Davide non può essere spiegato con le logiche volatili dei fenomeni social. Il fascino di Drive Experience è allo stesso tempo tangibile e difficile da definire. In parte deriva dalle sue stesse origini, dalla storia di questo gruppo di amici squattrinati che con pochi mezzi ma infinita passione hanno deciso di mettersi in gioco. Per lo più, però, è merito di Davide e del suo modo unico, romantico, coinvolgente, totalmente viscerale, di raccontare l’automobilismo sportivo. Più che un semplice tester, Davide Cironi è un critico d’arte dai gusti senza compromessi e dalle opinioni tranchant, che snobba tutto ciò che non sia fonte di pura emozione di guida. E da bravo critico d’arte cerca di trasmettere agli altri tutte le sensazioni che prova nel suo lavoro. Tramite le sue video-prove riesce a restituire l’odore dei sedili di pelle, l’attimo di panico di quando si crede di aver preso una curva troppo veloce, l’appagamento di chiudere un traverso ben riuscito. Davide sa bene che la maggior parte degli iscritti al suo canale potrà guidare quelle auto solo in sogno e sente sulle sue spalle la responsabilità di renderli partecipi del suo mondo. A giudicare dai risultati sembra riuscirci piuttosto bene. E adesso scusate, ma c’è una vecchia Porsche 930 Turbo, nera come la pece, che mi sta aspettando a motore acceso.

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