Depressione, «Il tennis mi ha salvato la vita»

EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

La rinascita sul campo di terra rossa. L'esperto Ermanno Barnaba: «La attività fisica ha un ottimo effetto antidepressivo»


«Ho sconfitto la depressione giocando a tennis». Questa è la storia di Rossella Vorano di Pozzuolo del Friuli che 4 anni fa si era ammalata di depressione. Non aveva più voglia di uscire di casa, non coltivava più alcun interesse. Anche le cose più semplici come il fare la spesa al supermercato o portare a spasso il cane le sembravano compiti faticosi. «Non avevo più stimoli, non volevo vedere nessuno e non provavo curiosità per niente». I suoi parenti l’hanno portata da uno specialista che ha cominciato a seguirla passo dopo passo. Ma la vera svolta è stata lo sport.

«La rinascita è avvenuta su un campo da tennis. Lì ho provato di nuovo piacere a fare qualcosa. Mi sono sentita felice» Ma i benefici non sono stati immediati. Ci è voluto quasi un anno. Supportata da un neurologo e da uno psicologo, Rossella è uscita dal tunnel della depressione, malattia che colpisce circa 350 milioni di persone nel mondo.

«Quando lo specialista mi ha consigliato di iniziare a praticare uno sport non ne volevo sapere. È stata dura, ma giorno dopo giorno ho notato quanto bene mi facesse stare all’aria aperta e colpire qualche pallina da tennis». Lo sport è diventato parte fondamentale nella cura di Rossella, che ora pratica almeno 3 volte alla settimana. Anche la vita sociale ne ha giovato. «Sono passata dal non voler vedere nessuno, a frequentare corsi di tennis di gruppo e partecipare a tutte le attività del club come uscire per mangiare la pizza o iscrivermi ai tornei amatoriali». Rossella si è fatta nuove amicizie frequentando il circolo e questo è stato fondamentale per la riuscita della cura. Ma in che modo l‘attività sportiva agisce a livello neurologico? Lo abbiamo chiesto al dottor Ermanno Barnaba, specialista in Neurologia che da oltre 40 anni studia la depressione e le sue cure.

«Da alcuni anni abbiamo le prove scientifiche che una regolare attività fisica aerobica oltre a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, cancro e a aumentare la durata media di vita, ha un ottimo effetto antidepressivo, sia come prevenzione che come cura vera e propria.»

A riguardo sono stati condotti molteplici studi. Un lavoro che ha rivisto criticamente tutti gli studi su questo argomento pubblicati sulle riviste scientifiche di tutto il mondo, che ha coinvolto quasi 200.000 persone, ha dimostrato che le persone che praticavano regolarmente attività fisica avevano una probabilità di circa il 45% in meno di ammalarsi di depressione. Una recente meta-analisi del gruppo Cochrane, il più autorevole nel campo della medicina basata sulle prove di efficacia, ha dimostrato che, per la cura della depressione, l’attività fisica ha un’efficacia poco inferiore alle terapie farmacologiche ed alla psicoterapia.

45 minuti di moderata attività fisica aerobica regolare tre volte la settimana sono l’antidoto per contrastare e prevenire la depressione e molte altre patologie.

Si è scoperta anche la base biochimica di tale effetto positivo. «Dagli studi – ha commentato il dottor Barnaba – sembrerebbe che l’attività fisica stimoli la produzione dei due neurotrasmettitori principali del nostro corpo, GABA (inibitore) e Glutammato (eccitatore) che hanno un effetto simile ad alcuni farmaci antidepressivi.»

Ora Rossella è felice, ha ritrovato l’entusiasmo per la vita e si dedica al volontariato. Assiste le persone anziane che si trovano in solitudine e a rischio depressione. Racconta la sua storia e invita le persone a praticare sport per ritrovare la serenità.

condividi