Tutte le tappe della trattativa Alitalia

Un areo Alitalia all'aereoporto di Fiumicino (Roma), 14 ottobre 2012. ANSA/ TELENEWS

Il 51% delle quote della compagnia di bandiera sarà in mano a soci pubblici italiani tra cui le Ferrovie dello Stato e il Mef, il restante verrà diviso tra la Delta e l'Easyjet


La lunga Odissea di Alitalia sembrerebbe arrivata a un punto di svolta. Le quote della compagnia di bandiera, che si trova in crisi dagli anni ’90, dovrebbero essere così ridistribuite: il 51% andrà a soci pubblici italiani -Ferrovie dello Stato, Mef con la conversione di parte del prestito statale di 900 milioni, Cdp e forse le Poste-, il restante a partner stranieri. Delta, compagnia americana,  dovrebbe acquisire una quota del 20%, stessa quota dovrebbe andare alla compagnia britannica low cost Easy Jet. In questo modo Alitalia tornerebbe in parte a essere pubblica. Nonostante i miliardi persi negli ultimi anni il governo ha deciso di investire nuovamente nella compagnia di bandiera. Il ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio ha fatto sapere ai sindacati, durante il tavolo in corso su Alitalia al Mise, che la partecipazione del Mef potrebbe andare oltre il 50%.

Lo scorso 30 ottobre i commissari straordinari di Alitalia avevano ricevuto due offerte vincolanti dalle Ferrovie dello Stato e da Delta e una manifestazione di interesse da parte di Easyjet. Quest’ultima, infatti, aveva ribadito che il proprio interesse era esclusivamente per una “Alitalia ristrutturata”.

Gli assenti

-Eni: nel nuovo assetto dell’Alitalia era stata ipotizzata anche l’entrata in scena del cane a sei zampe, ma alla scadenza del termine per presentare l’offerta, Eni non si è fatta avanti.

-Lufthansa: la proposta della compagnia area tedesca è stata scartata, perché nonostante i vertici della compagnia avessero rilasciato dichiarazioni alla stampa sul loro progetto per Alitalia, non hanno mai presentato un’offerta vincolante ai commissari di Alitalia né inviato una proposta scritta alle Ferrovie dello Stato. Il piano di Lufthansa, inoltre, prevedeva 3mila esuberi.

-Air France: la compagnia francese si è sfilata dalla trattativa in seguito alle tensioni tra l’Italia e la Francia e la decisione di Macron di richiamare il proprio ambasciatore a Roma.

-Wizz Air: la compagnia ungherese low cost si era mostrata interessata all’Alitalia,ma solamente per quel che riguarda il breve e il medio raggio. Nonostante non avesse presentato nessuna offerta, è stata tra i candidati in lizza fino alla fine delle trattative.

-Cerberus: il fondo americano di investimenti aveva presentato una proposta dal valore compreso tra i 100 e i 400 milioni di euro per l’acquisto di Alitalia, a patto però di una completa ristrutturazione della compagnia.

Molti quindi avevano espresso interesse per l’acquisizione di una compagnia di bandiera dalla storia travagliata e forse anche un po’ sfortunata, ma almeno per ora i vincitori sembrerebbero essere Delta, Easyjet, FS e nuovamente lo Stato italiano.

Dopo diciotto anni di tentativi di salvataggio di Alitalia, i ricavi della compagnia sono in crescita dell’1% grazie anche ai tagli di molti extracosti e alla razionalizzazione della flotta.

 

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