Imprenditoria giovanile, la storia dell’Associazione Laudes che dà lavoro a quaranta persone

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L'Associazione organizza lezioni individuali, corsi di recupero e di preparazione, doposcuola per i suoi alunni che sono oltre 140.


Inventarsi un lavoro, costruirsi una propria attività partendo da zero e renderla un successo tanto da arrivare a dare lavoro a quaranta persone. Questa è la storia di Michelangelo Pecoraro, uno dei fondatori dell’Associazione Laudes, che offre lezioni private, corsi di recupero, di preparazione agli esami universitari e per le certificazioni linguistiche, traduzione di testi e molto altro ancora legato sempre al campo della formazione. «Io e un drappello di colleghi, laureati o addottorati da poco, cercando di capire cosa fare nella vita, ci siamo resi conto che de facto già svolgevamo un lavoro bello e remunerativo. Il problema è che l’insegnamento individuale o rivolto a piccoli gruppi, comunemente chiamato in modo erroneo “ripetizioni”, è un’attività ritenuta solitamente sinonimo di scarsa professionalità, di temporaneità: un lavoretto, insomma. In realtà è un tipo di insegnamento del tutto diverso da quello svolto in una classe o in un qualsiasi altro contesto e ha bisogno di tecniche e competenze specifiche. Così abbiamo deciso di promuovere degli standard elevati per questo lavoro, di professionalizzarlo e creare un gruppo che potesse crescere e farsi un nome, dando lavoro a persone nei propri ambiti di studio e creando diritti in un campo in cui praticamente non esistono. Infine è nata Laudes, nell’agosto 2014», racconta Michelangelo.

Le difficoltà, tuttavia, non sono mancate e continuano a presentarsi. «Metterei al primo posto la burocrazia tentacolare e l’ottusità dei burocrati: oltre a ciò che chiunque abbia tentato di aprire un’attività conosce bene, cioè le richieste assurde e le attese per i permessi, nel nostro campo abbiamo un problema singolare: la nostra attività è riconosciuta e non riconosciuta allo stesso tempo. Di recente, per esempio, il legislatore non si è fatto troppi problemi a inserire una “flat tax sulle ripetizioni” nella legge economica, dovendo fare cassa, eppure il nostro mestiere non è regolato da norme precise e viene lasciato per molti aspetti in balìa di norme e riconoscimenti regionali. Purtroppo, in molte regioni, tali norme non esistono e per ottenere i riconoscimenti senza conoscenze e “spintarelle” bisogna penare fino allo sfinimento. Per ottenerlo nel Lazio, cosa che ci consentirebbe un notevole salto in avanti, abbiamo aperto un dialogo con la Regione che va avanti da oltre un anno che, al momento, è ancora lungi dal concludersi», continua Michelangelo.  E poi naturalmente la mancanza di fondi: «Partire davvero da zero, come abbiamo fatto noi, è difficilissimo. I primi due-tre anni si passano quasi in apnea, lavorando fino allo sfinimento solo per raggiungere un pareggio di bilancio tirato per i capelli». Ma l’Associazione Laudes ha un punto di forza, che è quello che poi ne ha determinato il successo, la qualità dei docenti. Anche se non è facile trovare persone all’altezza come spiega lo stesso Michelangelo «In media, valutiamo non idoneo il 70-80 % dei candidati e trovare alcune figure specifiche (per esempio insegnanti per ragazzi discalculici con buone capacità didattiche e in possesso di certificazione idonea) è più difficile che trovare il famoso ago nel pagliaio. Rimane esaustivo un aneddoto che spendo sempre per spiegare la nostra severità nelle valutazioni. Un ragazzo, una volta, ci ha detto: “Mi hanno preso a fare un dottorato a New York e non a dare ripetizioni a Laudes!».

Nonostante le difficoltà, gli ostacoli, le criticità non si sono mai dati per vinti e sono arrivate anche le soddisfazioni: «Sono molteplici e sono il motivo principale per cui si cerca continuamente di risolvere i problemi sul cammino. Dalle soddisfazioni più tipiche dell’insegnamento, come assistere ai successi e alla crescita dei ragazzi e alla gioia delle famiglie che si rivolgono a noi, a quelle che invece appartengono alla sfera imprenditoriale: il gruppo che cresce, le persone soddisfatte di aver trovato un ambiente lavorativo stimolante, il riuscire ad aprire nuove sedi e a dare lavoro a sempre più persone», racconta Michelangelo. E non mancano progetti ambiziosi per il futuro: «Le prospettive sono due, quella imprenditoriale e quella pedagogico-didattica, strettamente connesse l’una all’altra. Dal punto di vista imprenditoriale, l’obiettivo è continuare a far crescere il nome di Laudes, aprendo nuove sedi a Roma e in altre città italiane, aprendo delle vere e proprie scuole che immagino come centri educativi di altissima qualità, reclutando un numero sempre maggiore di ottimi docenti e, perché no?, portando anche Laudes in altri paesi. Dal punto di vista educativo, il mio sogno è contribuire alla rivoluzione in corso nel mondo dell’educazione, combattere le tendenze restauratrici e fornire un ulteriore paradigma educativo positivo; ci tengo all’aggettivo “ulteriore”, perché credo che esistano già molti modelli positivi di educazione e che il problema principale della nostra epoca sia trovare il modo di perseguirli, diffonderli e applicarli su larga scala». E chissà che il loro modello educativo non sia quello vincente.

 

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