Gilet gialli italiani: «Di Maio non ci rappresenta»

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La manifestazione prevista oggi a Roma è stata cancellata per la contemporanea presenza in piazza dei sindacati. L’organizzatore Del Piano: «Presentato esposto in Procura, ma non ci arrendiamo»


Uomini e donne in gilet catarifrangente erano da mesi pronti ad infiammare Piazza della Repubblica a Roma, portando per la prima volta in Italia il movimento dei gilet jaunes francese. Data scelta il 9 febbraio, poi qualcosa è andato storto: la contemporanea manifestazione di Cgil, Cisl e Uil, partita proprio da Piazza Esedra con destinazione San Giovanni, ha spinto la questura ad annullare quella organizzata dai Gilet gialli nostrani.

Così oggi, verso l’ora di pranzo, a presidiare la piazza nei pressi della stazione Termini c’erano solo tre uomini vestiti di giallo, più un manipolo sparuto di curiosi e simpatizzanti delusi dalla cancellazione dell’evento. «Già a metà dicembre avevamo avvisato le autorità, che avevano dato l’assenso. Poi si sono presentati i sindacati ed è stato deciso di annullare la nostra manifestazione per motivi di ordine pubblico. Abbiamo già presentato esposto in procura per questo», spiega Antonio Del Piano, organizzatore della manifestazione.

«Vogliamo uscita dall’euro, sovranità monetaria, nazionalizzazione di autostrade, assicurazioni e Alitalia e un referendum per cacciare i politici che violano il mandato degli elettori», continua Del Piano, critico nei confronti del vicepremier Luigi Di Maio che ha fatto visita ai leader dei gilet jaunes a Parigi (causando uno storico strappo diplomatico con la Francia): «Ha fatto solo campagna elettorale e non ha incontrato i veri gilet gialli, quelli che hanno manifestato e sono rimasti feriti. Quelli veri erano con noi ieri a Sanremo e non hanno apprezzato. Anche perché sia noi che loro siamo esterni a tutti i partiti».

Qui l’intervista completa

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