Jeff Bezos ricattato, scontro con Trump a colpi di foto

Bezos

Il numero uno di Amazon ed editore del Washington Post nel mirino del giornale scandalistico National Enquire. E lui denuncia pubblicamente il ricatto


Sembra di essere tornati ai tempi in cui William Randolph Hearst, tra i fondatori della stampa scandalistica americana, usava i suoi giornali per screditare gli avversari politici. Una tecnica ancora oggi molto in voga, tanto da aver colpito nientemeno che l’uomo più ricco del mondo.

Il proprietario di Amazon, Jeff Bezos, è stato infatti ricattato dal tabloid americano «National Enquirer», che dopo aver pubblicato alcune foto scottanti, ha minacciato di pubblicarne altre in cui il miliardario apparirebbe nudo. Un’estorsione che Bezos ha scelto di denunciare pubblicamente.


Dal 2013, oltre che CEO di Amazon, Bezos è anche proprietario ed editore del Washington Post, quotidiano particolarmente ostile all’amministrazione di Donald Trump. Non si tratta, insomma, di una vittima casuale. E il gioco è presto fatto se si considera che il National Enquirer, capofila di una certa stampa scandalistica poco avvezza alla verifica dei fatti, è di proprietà di David Pecker, intimo amico dell’inquilino della Casa Bianca.

Quello stesso Pecker che nel 2016, in piena campagna elettorale, tolse le castagne dal fuoco al futuro presidente americano. Nel 2006, mentre Melania dava alla luce Barron, Trump aveva una relazione con Karen McDougal, una modella di Playboy poi pagata (con fondi del suo comitato elettorale) affinché non venisse rivelata la vicenda.

Ottenere un trattamento di favore da parte del Washington Post, assai critico dell’attuale amministrazione, è l’obiettivo del ricatto a Bezos. La vicenda, peraltro, sembra andare parecchio oltre. Pecker e il suo gruppo editoriale, infatti, sono finiti spesso nel mirino del Washington Post per i presunti rapporti di collaborazione con il regime saudita.

«No thank you, Mr Pecker» è quanto ha scritto Bezos in un post su Medium, rispedendo al mittente la minaccia ricevuta. Poche ore dopo, anche Ronald Farrow, giornalista Premio Pulitzer del New Yorker, ha dichiarato su Twitter di aver ricevuto minacce simili, avendo gettato luce sul discutibile rapporto che il National Enquirer intrattiene con le proprie fonti.

 

Una prima pagina del National Enquire, dopo il divorzio di Jeff Bezos (New York Times photo)
Una prima pagina del National Enquire, dopo il divorzio di Jeff Bezos (New York Times photo)

 

David Pecker e il suo gruppo editoriale rischiano ora di trovarsi in guai seri, sia perché le minacce sono scritte, sia perché vanno verificate le modalità con cui le foto compromettenti sono state ottenute.

Insomma, il re sarà pure nudo, ma il National Enquirer potrebbe diventare vittima delle sue stesse armi.

 

 

 

 

 

 

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