La Commissione Europea boccia l’Italia, il Pil nel 2019 crescerà solo dello 0,2%

BRUXELLES: BANDIERE A MEZZ'ASTA  The flags in front of the European Commission Headquarters are set at half mast, Friday 08 July 2005, in Brussels, as a sign of mourning for the victims of a terrorist attack that took place in London on Thursday 07 July. Explosions ripped through three underground trains and a bus in London, killing at least 37 people and injuring more than 700 in a wave of attacks a day after the capital won its bid to host the 2012 Olympic Games and as G8 leaders met in Scotland.    HERWIG VERGULT ANSA-CD

Secondo le previsioni di Bruxelles l'economia italiana subirà una forte battuta di arresto, meno tragico l'Fmi che stima la crescita del Pil allo 0,6%


L’Unione Europea, come aveva più volte avvertito, taglia le stime di crescita dell’Italia. Nel 2019 il Pil crescerà solo dello 0,2 %.  Dopo aver studiato i dati negativi del terzo trimestre e aver analizzato gli effetti negativi della manovra economica dell’esecutivo di Conte, la Commissione Europea prevede una frenata del Pil. Questo si fermerà, infatti, allo 0,2%  dall’1,2% che era atteso a novembre e diversamente dalle stime del Governo che lo vedono all’1,1%.

«L’economia italiana ha cominciato a perdere slancio all’inizio del 2018 ed è finita in contrazione col Pil calato dello 0,2% negli ultimi tre mesi», scrivono la Commissione Ue. E precisa che mentre la frenata iniziale era largamente dovuta al commercio mondiale meno dinamico, il recente allentamento dell’attività economica è dovuto a una domanda interna pigra, in particolare sugli investimenti.

Con questo taglio l’Italia diventa nuovamente il fanalino di coda di tutta Europa. Per nessun altro Paese, infatti, Bruxelles ha previsto un taglio così ampio del Pil.

Meno tragiche, invece, le previsioni del Fondo Monetario Internazionale. L’Organizzazione conferma la stima del Pil di dicembre (0,6 %), ma non risparmia critiche al governo sulle nuove riforme adottate. Secondo l’Fmi le recenti scelte dei politici rischiano di lasciare l’Italia vulnerabile a una nuova perdita di fiducia del mercato anche in assenza di ulteriori shock. E avverte: «l’Italia potrebbe causare un effetto contagio».

Nonostante queste previsioni decisamente non incoraggianti, il governo giallo-verde non sembra per niente preoccupato.  Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini addirittura arriva a scherzarci sopra: «Non ci hanno mai beccato, portano fortuna». E si dice soddisfatto dell’ottimo risultato dell’asta record dei Btp a 30 anni, che ha raccolto 41 miliardi di ordini. Segno evidente, secondo il ministro, della fiducia che c’è nell’economia italiana.

Le stime per il Pil, tuttavia, sono state tagliate anche per i 27 rispetto alle stime fatte nell’autunno scorso. Si attende il Pil all’1,5% per il 2019 diversamente dall’1,9% calcolato a novembre. Nelle previsioni di Bruxelles si legge che: «Un alto di livello di incertezza circonda l’outlook economico e le proiezioni sono soggette a rischi al ribasso dovuti alle tensioni commerciali, che hanno pesato sulla fiducia per un certo periodo». La Commissione aggiunge, infine, che l’economia della Cina può rallentare in modo più netto i mercati finanziari globali e molti mercati emergenti sono più vulnerabili a cambiamenti improvvisi.

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