Due nuovi arresti per l’omicidio di Vibo Valentia. Scatta l’ipotesi vendetta verso un pedofilo

ANSA/ UFFICIO STAMPA CARABINIERI

Il movente dell'omicidio avvenuto nel 2015 sarebbe una vendetta per le tendenze pedofile della vittima. I responsabili arrestati avrebbero pianificato l'omicidio con una terza persona


Ucciso per le sue tendenze pedofile. Questo sarebbe il movente dell’assassinio nel 2015 di Francesco Fiorillo, 45enne di Vibo Valentia, per il cui omicidio sono stati arrestati due uomini.

Dalle indagini è emerso che l’uomo sarebbe stato ucciso per aver tentato di adescare uno o più minori legati alle persone che avrebbero poi orchestrato una vendetta nei suoi confronti.
I due responsabili accusati, dell’omicidio dalla Polizia di Vibo Valentia, si chiamano Arcangelo D’Angelo, 29 anni e Saverio Ramondino di 27. A loro carico sono stati trovati diversi elementi di colpevolezza, comprese tracce di DNA rinvenute su un paio di guanti trovati sulla scena del crimine. Nel marzo del 2018, la Polizia di Vibo Valentia aveva già arrestato Antonio Zuliani, 26 anni, all’epoca ritenuto l’unico responsabile materiale del crimine.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Francesco Fiorillo fu ucciso mentre rincasava dopo che aveva parcheggiato la propria automobile. Gli accusati, armati di pistole, lo attesero nascosti dietro un cespuglio. L’uomo, venditore ambulante per professione, morì all’istante. La vittima, stando alle ultime ricostruzioni, faceva parte di un giro più ampio di pedofili che comprendeva anche un sacerdote.

Fondamentale per la riuscita delle indagini è stato l’utilizzo di un gps satellitare nell’automobile di uno dei due arrestati. Ed è stata proprio questa apparecchiatura che ha rivelato i movimenti effettuati dall’automobile del presunto omicida di Fiorillo che hanno consentito agli investigatori di inchiodarlo.

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