Reddito di Cittadinanza: presentata la card tra le polemiche

reddito

Appena presentata, la card su cui sarà accreditato il reddito di cittadinanza è stata già sommersa dalle critiche. I sindacati denunciano: «Rischio di incostituzionalità per esclusione degli stranieri»


Gialla come quella di Poste Pay, senza nome e cognome per evitare discriminazioni: la «card numero uno» per il Reddito di cittadinanza viene ufficialmente battezzata dal vicepremier Luigi Di Maio che, nella sala dell’Auditorium dell’Enel davanti al premier Giuseppe Conte, la svela al pubblico sollevando un panno bianco che fino a poco prima aveva ricoperto una teca. Proprio «come il decino di zio Paperone», scherza il leader M5S senza nascondere l’entusiasmo che lo porta a voler immortalare il momento con foto di gruppo e selfie. La carta servirà per poter fare spese e pagare le utenze: le prime saranno caricate a fine aprile, mentre le domande potranno essere inoltrate tra il 6 e il 31 marzo. Il governo si attende «milioni» di richieste, che verranno scandagliate per verificare i requisiti. Per avere tutte le informazioni necessarie è stato creato e attivato un sito web ad hoc, che nelle prossime settimane diventerà anche operativo e servirà, per i più tecnologici, ad inviare la domanda. E proprio dall’Homepage arriva l’invito ad “aggiornare e richiedere l’Isee”: si tratta di un documento necessario per poter andare avanti nel percorso del Reddito, come ha sottolineato lo stesso Di Maio, da richiedere ai Caf oppure sul sito dell’Inps. Online anche un video tutorial che illustra le tappe fondamentali e che spiega i passi necessari per richiedere l’Identità Digitale. Una scelta che non verrà fatta da tutti (si può infatti anche optare per vie più tradizionali come i Caf o le Poste) ma che – secondo il governo – aiuterà il Paese nella transizione verso il digitale. Sempre sul web, una finestra è dedicata anche al mondo delle imprese dove vengono descritti in pillole i “vantaggi” per chi assume beneficiari del Reddito ma anche per chi avvia una nuova attività.

Come funziona la richiesta

Una volta presentata la richiesta, l’Inps verificherà l’esistenza dei requisiti necessari. Se la domanda sarà accettata, sarà comunicato quando e in quale ufficio postale potrà essere ritirata la carta del Reddito su cui di mese in mese verranno caricate le mensilità. Non potrà essere utilizzata per giochi che prevedono vincite in denaro ma per alcune spese di beni di consumo e per pagare utenze. I prelievi in contanti hanno tetto: 100 euro al mese che possono al massimo arrivare a 210 euro mensili in base ai componenti del nucleo familiare. Ovviamente si paga una piccola commissione alle poste. Per il resto, invece, sarà possibile effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento del canone di locazione della casa di abitazione, fino ad un massimo di 280 euro mensili, ridotti a 150 euro per le pensione di cittadinanza. Oppure sarà possibile fare un solo bonifico per il pagamento della rata del mutuo della casa di abitazione fino ad un massimo di 150 euro mensili. Uno degli obiettivi principali è far ripartire i consumi e dunque chi non spende tutto il Reddito, rischia di vedere decurtati l’assegno il mese successivo fino al 20%. Le spese fatte potranno essere controllate via computer o con apposite app.

Dati personali regalati a Google

Sul sito dell’esperto di informatica Matteo Flora, invece, è stato segnalato che il sito dedicato alla richiesta del reddito di cittadinanza ha delle falle relative alla protezione della privacy:

«La Privacy Policy secondo GDPR del sito è ben visibile come link in basso a destra, peccato che non si riferisca al sito stesso, ma al dominio Lavoro.gov.it, rendendola de-facto già per questo contra-legem: come se sul sito del vostro medico la Privacy Policy portasse al padrone di casa che abita in un differente edificio.

Ma andiamo a leggere anche la Informativa completa ai sensi del Regolamento UE 2016/679 e qui troviamo (oltre alla desolazione di un documento francamente imbarazzante) l’elenco dei soggetti che potrebbero recuperare dati sulle pagine del Ministero (e non su quelle del sito del Reddito di Cittadinanza, ma pazienza, non si può avere tutto)…
Le mostro qui a seguito con un comodo screenshot:

dalla Informativa completa ai sensi del Regolamento UE 2016/679

Ovvio che, qualora ci siano in caso delle comunicazioni di dati a soggetti Extra-UE queste debbano essere adeguatamente notificate. Lo dice, ancora una volta, la Informativa stessa»

Le critiche dei sindacati

Non sono mancate le critiche anche da parte dei sindacati che paventano il rischio che «il reddito di cittadinanza inneschi “una vera e propria guerra tra poveri”». È l’allarme lanciato da Cgil, Cisl e Uil nell’audizione sul decretone. I sindacati denunciano «la concorrenza» che rischia di crearsi tra nuovi e vecchi precari dell’Anpal (cioè tra i navigator e i lavoratori storici), ma anche “l’effetto spiazzamento” degli utenti dei centri per l’impiego non beneficiari del reddito che potrebbero passare in secondo piano. I sindacati ritengono inoltre “molto grave” la sospensione per tre anni dell’assegno di ricollocazione per i disoccupati ordinari. Secondo i sindacati il decreto sarebbe anche a rischio incostituzionalità per via del requisito di residenza in Italia da almeno 10 anni, «troppo vincolante nei confronti dei cittadini stranieri e iniquo verso l’intera platea dei soggetti in condizione di bisogno», comunicano i sindacati nel corso dell’audizione in Commissione Lavoro del Senato sul decretone.

condividi