Manuel Bortuzzo, il nuotatore rimasto paralizzato per un errore

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19 anni, promessa del mezzo fondo, è stato colpito alla schiena per uno scambio di persona all'Axa, a Roma. Era venuto nella Capitale per inseguire il sogno di andare alle Olimpiadi, ora rimarrà paralizzato dalla vita in giù


Manuel Bortuzzo è arrivato a Roma per «dimostrare a tutti di poter lasciare un segno nel nuoto che conta». Si allena con Gabriele Detti e Gregorio Paltrinieri nel centro federale di Ostia, è specializzato nel mezzofondo e ha un obiettivo che si porta dietro fin dai tempi di Treviso, la città in cui è cresciuto: partecipare alle Olimpiadi. 19 anni, un «gran lavoratore» dalla battuta pronta, amante delle moto, una vita in piscina. Da oggi resterà paralizzato dalla vita in giù per uno scambio di persona.

Ripercorriamo i fatti: sabato scorso Matteo si trovava a Piazza Eschilo – all’Axa, quartiere di Roma Sud a pochi chilometri da Ostia – insieme alla fidanzata Martina, 3 anni più piccola di lui: «Pioveva, avevamo i giacconi tirati su – ha raccontato la ragazza alla Squadra Mobile di Roma, ascoltata il giorno successivo – All’improvviso lui si è girato verso di me e ha gridato ‘Mi hanno sparato, chiama Alessandro (un suo amico)’. E si è accasciato a terra».

Due giovani su uno scooter gli hanno esploso un colpo di pistola da circa 100 metri, il proiettile si è fermato sulla vertebra e ora Matteo rischia la paralisi. Probabilmente per uno scambio di persona: secondo le ricostruzioni ci sarebbe stata una rissa in un pub vicino l’agguato, ma alcuni testimoni hanno riferito che Matteo «non c’entrava assolutamente nulla».

Il padre ha lanciato un appello: «Mio figlio ha rischiato la vita perché voleva soltanto andare al pub a mangiare un panino. Chi sa deve parlare». Il presidente della Federnuoto Paolo Barelli si è immediatamente attivato per garantire al giovane la massima assistenza possibile.

Il ragazzo è stato sottoposto a due interventi chirurgici per bloccare l’emorragia toracica e rimuovere il proiettile, poi estratto dal prof. Alberto Delitala. Tuttavia, nonostante l’operazione, Manuel resterà paralizzato dalla vita in giù. L’hanno comunicato i medici del San Camillo di Roma: «Nonostante la decompressione del midollo, il midollo non conduce. Abbiamo effettuato uno studio bioelettrico che ha evidenziato una lesione midollare completa. Con le attuali conoscenze della scienza neurologica non ci possa essere una ripresa del movimento delle gambe». 

Per qualche minuto Manuel ha ripreso conoscenza, ha fatto qualche movimento con gli occhi e con le dita, riconoscendo anche la madre. Condizioni stabili, prognosi riservata. La famiglia spera di riaverlo a casa quanto prima, al momento chi gli ha sparato è ancora in libertà.

 

 

 

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