Il mio Facebook, tra articoli e insulti

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Facebook compie quindici anni e il mio account otto. Mi sono iscritto per la seconda volta nel 2011 dopo aver cancellato un profilo risalente al 2008, a quando avevo 14 anni e condividevo pensieri che forse non è il caso di ricordare. Anche oggi, quando grazie alla funzione «Ricordi», sfoglio i post dei miei diciassette anni, stento a riconoscere l’autore di quelle righe. La verità è che su Facebook sono raccolti gli ultimi otto anni della mia vita, dalla fine del liceo a oggi, passando per gli anni dell’università e le prime esperienze lavorative.

Social privato e social lavorativo

Dal 2011 a oggi, posso distinguere due usi che ho fatto di Facebook: da una parte la condivisione di quelli che sono essenzialmente fatti miei, per esempio le immagini con gli amici, dall’altra l’utilizzo professionale, diffondendo gli articoli che scrivo o le foto che scatto. Questo ha portato ad avere contatti di diversa natura: alcuni appartenenti al mondo del giornalismo, altri sono mie conoscenze personali e altri ancora sono perfetti sconosciuti che però sono interessati a ciò che condivido.

Insulti e minacce

Nel corso degli anni Facebook è stato anche un mezzo con cui più di qualcuno ha voluto insultarmi o minacciarmi contando in un apparente anonimato. Fa parte del gioco, purtroppo, però a mio personalissimo avviso non vale la pena di perderci troppo tempo.
Merita però una menzione particolare Massimo Bitonci, attuale sottosegretario leghista al Ministero dell’Economia e al tempo sindaco di Padova, che nell’ottobre 2016 mi ha definito pubblicamente un «ebete».

Come vivere Fb a 25 anni?

Per quanto mi riguarda, al di là di piccole eccezioni, è da parecchio tempo che utilizzo i social network, e quello di Mark Zuckerberg in particolare, solamente come luogo di condivisione e dibattito su ciò che scrivo.
Questo per quanto riguarda la parte «pubblica», poi Facebook può essere utile anche per rintracciare qualcuno, oltreché per seguire i politici che ormai usano i social come contatto diretto con stampa e pubblico.

Non sarò un tipo da «Buongiornissimo, Kaffèèèè?» o da «Pulizia contatti», ma uso i social network in modo forse serio, sicuramente non serioso.

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