«Prima il deserto, poi il boom. Erano tutti su Facebook»

Messenger

Il social network di Zuckerberg ha rivoluzionato la vita sul web, a discapito di piattaforme come Msn e i forum


Era un pomeriggio come altri di dieci anni fa. Frequentavo il terzo anno di liceo classico e, nella mia stanza, alternavo uno sguardo ai libri e uno al computer. Diciamo uno ai libri e due al computer. La tecnologia, i social network e in genere internet non erano ancora ovunque, ma iniziavano ad avere sempre più spazio nelle vite dei ragazzi di quell’età, tra i 16 e i 20 anni. Con i cellulari si poteva solo chiamare e mandare sms – una connessione internet costava una fortuna e affannosi tentativi per disconnettersi in fretta, picchiando ripetutamente sul tasto rosso della tastiera – ma una chat gratuita come Whatsapp già esisteva e si chiamava Msn.

Per iscriversi a Msn bastava un indirizzo mail e un nickname, poi si poteva messaggiare con tutte le persone di cui si aveva il contatto. Potevano inviarsi foto, GIF, emoticon e video. Era un Whatsapp fisso, disponibile solo su pc, ma non meno addictive della chat che ora abbiamo sullo smartphone. Proprio su Msn, un pomeriggio come altri di dieci anni fa, stavo chiacchierando con mio cugino Stefano, padovano di sei anni più grande di me. Msn ci aiutava a rimanere in contatto nonostante la distanza, e siccome all’epoca non avevamo molto da fare – io studiavo distrattamente per la scuola, lui per l’università – passavamo intere giornate a chattare.

Proprio un pomeriggio, Stefano mi invia un link su Msn dicendomi di iscrivermi a questo sito, Facebook. Non ne avevo mai sentito parlare e non mi incuriosiva particolarmente. La mia vita su internet fino a quel momento era fatta di Msn e Solobari.it, il forum dei tifosi del Bari. Se volevo parlare con qualche amico o conoscente avevo il contatto di Msn, se volevo parlare con sconosciuti dell’argomento a me più caro – la mia squadra di calcio – avevo il forum. A che mi serviva Facebook? «Metti nome, cognome, data di nascita e ti iscrivi. Poi puoi aggiungere tutti quelli che conosci in modo da creare una tua rete di amicizie», mi dice Stefano. Un po’ dubbioso, accetto, inserisco i miei dati e una finta data di nascita – ero minorenne e ufficialmente non potevo iscrivermi a nulla – e lascio perdere. A parte mio cugino, nessuno dei miei amici aveva Facebook e il social, per me, era abbastanza noioso. La vita era così bella su Msn e Solobari.

Non so cosa sia successo dopo, non me lo ricordo. So solo che, ad un certo punto, tutti si sono spostati su Facebook. Dopo aver lasciato per mesi il profilo a sonnecchiare nel web, il mio indirizzo mail è stato bombardato da richieste di amicizia: i miei compagni di classe, qualche conoscente, qualche sconosciuto di cui per caso avevo il contatto Msn. In un attimo si è animato tutto e nulla sarebbe più stato lo stesso. Gli stati, gli album fotografici, la possibilità di postare video propri o di altri. Sono arrivati i gruppi, le pagine fan (adesso solo pagine), un numero sempre maggiore di persone. Sono sbarcati su Facebook i personaggi famosi, le grandi aziende, le testate giornalistiche, le squadre di calcio. Tutto è diventato più comodo, e più bello. Non c’è stato più bisogno di andare sui singoli siti, era tutto lì.

Pian piano Msn, i forum e i primi social network come MySpace sono spariti, e nessuno se ne è accorto. Scrivere, postare, semplicemente essere su Facebook è diventata la cosa più importante di tutte. Con l’arrivo degli smartphone questo è stato ancora più evidente, perché la dimensione di Facebook si è trasformata da fissa a mobile e la reperibilità sul social è diventata h24, neanche fossimo tutti medici. Poi sono arrivati Whatsapp, Twitter, Instagram e le altre app, ma Facebook è rimasto sempre il numero uno, il primo posto in cui andare per aggiornare gli altri dei fatti propri o per mostrare una cosa trovata sul web – spesso proprio su una pagina del social.

Per molti anni tutto è passato da Fb, prima che altrove. Più di Twitter, Instagram e Snapchat. Poi non so cosa sia successo, ma il mondo si è ricollocato su social,più semplici, veloci e innovativi di Facebook, che forse non ha saputo rinnovarsi e ha perso sempre più importanza, soprattutto sui più giovani che lo giudicano “vecchio”. Io stesso ho iniziato a trascorrere molto più tempo su altre piattaforme, senza neanche accorgermene. Facebook è calato in popolarità, ma non è morto. Non lo hanno ucciso gli scandali di Cambridge Analytica né i ripetuti furti di dati. Per longevità, è tuttora il più grande archivio online esistente per quasi tutte le persone comuni, e questo non potrà scomparire all’improvviso. Nonostante i buongiornissimi, le foto dei gattini e le fake news, Facebook è vivo e resiste anche se il divertimento, forse, è altrove. Sono passati dieci anni da quel pomeriggio come altri in cui la mia vita è cambiata, e nonostante il mio entusiasmo per il social di Zuckerberg si sia spento, comunque ci sono ancora affezionato. Anche se Msn e Solobari, nel mio cuore, saranno sempre al primo posto.

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