Il clima pazzo spacca il globo in due

epa07330194 Ice and snow builds up along Lake Michigan in Chicago, Illinois, USA, 29 January 2019. The US Midwest is braced with a coldspell as a polar vortex sent temperatures far below zero degrees Celsius. According to meteorologists temperatures in Chicago area can drop to minus 31 degress Celsius (-25F).  EPA/KAMIL KRZACZYNSKI

Mentre gli Stati Uniti fronteggiano una delle ondate di freddo più intense mai registrate, dall'altra parte del globo l'Australia deve fare i conti con temperature che sfiorano i 50 gradi e una condizione di siccità che sta mettendo a rischio molte specie animali. Denominatore comune dei due fenomeni il surriscaldamento globale.


Eolo si starà divertendo non poco a scompigliare il clima in una buona metà del globo. Dal freddo polare al caldo più torrido, eventi atmosferici estremi hanno caratterizzato le ultime ore in entrambi gli emisferi, con la colonnina di mercurio che fa segnare valori record sia in positivo che in negativo. Immagini apocalittiche provengono dal Midwest degli Stati Uniti, flagellato da neve e venti gelidi che hanno portato i termometri a raggiungere anche i -49 °C e che hanno causato la morte per ipotermia o per incidenti provocati dal maltempo di 21 persone. In pochi giorni tutti i record di precipitazioni fatti registrare fino ad ora nelle città della parte medio-occidentale degli Stati Uniti e in quelle del Canada meridionale sono stati infranti. L’apice della tregenda è stata toccata a Thief River Falls, in Minnesota, dove a causa dei venti gelidi che hanno soffiato incessantemente, le temperature percepite hanno raggiunto i -60,5°C.

Dall’altra parte del globo, in Australia, si registrano temperature di quasi 100 gradi più alte. A Port Augusta, nel South Australia, si sono registrati 49,5°C e il mese di gennaio 2019 è stato dichiarato il più caldo di sempre nella storia dell’emisfero meridionale. L’Australia continua ad essere vittima di ondate di caldo senza precedenti che stanno mettendo a dura prova non solo la resistenza delle persone ma anche quella della fauna. Molti animali simbolo del paese stanno morendo a causa delle condizioni estreme, come i 90 cavalli selvaggi trovati morti per disidratazione nella comunità di Santa Teresa (nel cuore del paese 80, km a sud-est di Alice Springs), in prossimità di una pozza d’acqua ormai prosciugata, o le circa 10.000 volpi volanti – una sorta di pipistrelli di grandi dimensioni – che hanno cominciato a cadere dagli alberi. Nemmeno le specie acquatiche sono rimaste esenti da ripercussioni a causa delle condizioni estreme. La siccità e la presunta cattiva gestione dell’acqua hanno provocato la moria di un milione di pesci nel bacino del Murray-Darling River, nel sud-est del continente.

Anche le nostre Alpi sono state colpite da un’ondata di maltempo anomala, con copiose nevicate che hanno provocato forti disagi nelle città settentrionali e hanno causato il blocco per oltre 15 ore dell’Autostrada del Brennero. Secondo i meteorologi questi eventi climatici così estremi costituiscono – anti-intuitivamente – un campanello d’allarme che deve metterci in guardia dagli effetti del riscaldamento globale. Petteri Taalas, segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), ha spiegato che «in generale a livello globale c’è stato un calo dei nuovi record di temperatura fredda a causa del riscaldamento globale. Ma temperature gelide e neve continueranno a far parte dei modelli climatici tipici dell’inverno nell’emisfero nord. Dobbiamo distinguere tra il tempo osservato su scala giornaliera a breve termine e il clima a lungo termine».

Per gli americani infreddoliti la buona notizia è che la primavera è destinata ad arrivare a breve, e c’è da crederci se a dirlo è la marmotta più famosa d’America, Punxsutawney Phil. Lo scorso 2 febbraio, come ogni anno dal 1887, un gruppo di uomini in smoking e cilindro si è ritrovato in una cittadina della Pennsylvania dal cacofonico nome di Punxsutawney, per tirare fuori una marmotta da una scatola, affidandole il compito di prevedere la durata dell’inverno. La leggenda – qualcosa di simile ai nostri giorni della merla – vuole che se la marmotta guarda la propria ombra l’inverno sarà breve, se guarda verso il cielo le temperature rigide dureranno ancora a lungo. Si tratta di una tradizione popolare molto sentita tra gli americani, i quali hanno anche ricostruito che la marmotta avrebbe indovinato l’andamento della stagione nell’85% dei casi. Gli americani quindi possono tirare un sospiro di sollievo: la marmotta ha scrutato il cielo limpido. La primavera arriverà presto, parola di Punxsutawney Phil.

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