Il trasformismo di Alessandro Borghi

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Il 31 gennaio uscirà nelle sale il Primo Re di Matteo Rovere, dove Alessandro interpreta Remo. Dopo Fortunata, Suburra e Sulla mia pelle, ecco l'ennesimo ruolo di un attore poliedrico


Alessandro Borghi si definisce un ragazzo di strada, a metà tra «un figlio di papà e uno di borgata», ha preso qualche schiaffo ma ha saputo rispondere: «Non mi sono mai pentito». Abitava a Viale Marconi, in un palazzo stretto tra la Magliana e la stazione di Trastevere, e quando sua madre gli intimava di non spingersi oltre casa sua lui non l’ascoltava. «Li ci sono i matti, mi diceva. E io andavo dove c’erano loro». In un’intervista a Rolling Stone ha spiegato anche perché: «Volevo essere amico di questa gente, volevo capire».

I suoi personaggi e i suoi film sono riassunti in questa frase. Preciso, meticoloso, attento ai dettagli. Alessandro Borghi, 32 anni, un «figlio di Roma Sud», è il volto emergente del cinema italiano. E non è un caso.

 

BORGHI REVOLUTION

Il suo sorriso racconta la storia di un ragazzo che ce l’ha fatta, i suoi occhi inquadrano il personaggio, come nel caso di Stefano Cucchi in Sulla mia pelle. Parola di Ilaria, sorella di Stefano: «Alessandro ha gli occhi di mio fratello, e non parlo del colore. Parlo di quello che c’è dentro». Aureliano Adami in Suburra – la prima serie tv italiana prodotta da Netflix – Andrea Galderisi nella Napoli Velata di Ozpetek, Chicano in Fortunata di Castellitto (dove ha vinto il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista), infine Remo nel Primo Re di Matteo Rovere, l’ultimo film di Borghi girato in tre mesi vicino al lago di Bracciano, tra Farfa e Mezzana: «Eravamo in mezzo ai campi con 7-8 gradi, completamente nudi o quasi. E dovevamo essere bagnati. Se ci asciugavamo all’inizio di una scena dovevamo tornare così, c’era sempre qualcuno pronto a spruzzarci dell’acqua».

 


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#Repost @labiennale • • • • • #BiennaleCinema2018 #Venezia75 Un viaggio intorno al mondo per esplorare le nuove frontiere del cinema. È la sezione #Orizzonti di #Venezia75: → Il regista Alessio Cremonini racconta gli ultimi sette drammatici giorni di vita di Stefano Cucchi in SULLA MIA PELLE, titolo di apertura di Orizzonti. Il film è interpretato da Alessandro Borghi e da Jasmine Trinca nei panni di Ilaria Cucchi, la sorella che lotta da anni per ottenere verità e giustizia. → Il thailandese Phuttipong Aroonpheng esordisce nel lungometraggio con KRABEN RAHU (MANTA RAY) storia del legame tra un pescatore e lo sconosciuto cui presta soccorso dopo averlo trovato ferito nel bosco. → Dall’India arriva SONI di Ivan Ayr, in cui una giovane donna poliziotto e il suo sovrintendente devono affrontare un’impennata di crimini violenti contro le donne. Appuntamento al Lido di Venezia dal 29 agosto all’8 settembre. Leggi la lista completa dei film in concorso nella sezione #Orizzonti → www.labiennale.org – link in bio Acquista subito il tuo biglietto www.labiennale.org – link in bio #BiennaleCinema2018 #Venezia75 A journey around the world with #Orizzonti at #Venezia75, to explore new aesthetic and expressive trends. → Director Alessio Cremonini tells the last seven tragic days in the life of Stefano Cucchi with SULLA MIA PELLE, opening title of Orizzonti starring Alessandro Borghi e Jasmine Trinca in the role of Ilaria Cucchi, the sister of Stefano, who fights for truth and justice. → KRABEN RAHU (MANTA RAY) is the debut film by Thai director Phuttipong Aroonpheng, the story of the bond between a fisherman and the stranger he finds injured in the forest. → The Indian film SONI by Ivan Ayr is about a young policewoman and her superintendent who are dealing with a growing crisis of violent crimes against women. See you at the Lido di Venezia from August 29th to September 8th. Read the complete list of films to be screened in the #Orizzonti section → www.labiennale.org – link on bio Buy your ticket www.labiennale.org – link on bio

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Realizzato con un budget di 8 milioni di euro, il Primo Re racconta la storia della fondazione di Roma e le vite dei due fratelli che l’hanno resa grande: «Per interpretare Remo mi sono psicoanalizzato (Alessio Lapice fa Romolo ndr)». Ha imparato anche il latino. Il film uscirà proprio così, con i sottotitoli in italiano, realizzato grazie alla collaborazione di alcuni linguisti della Sapienza.

Non l’avevamo ancora visto in un ruolo così, alle prese con scene forti e rudi, barba lunga e armatura consumata, ma il Primo Re conferma il suo eccellente trasformismo, il cammino di un ragazzo che nel 2006 interpretò un piccolo ruolo in Distretto di Polizia 6: «Il mio agente mi fermò fuori dalla palestra dicendomi che aveva una parte». Tutto iniziò così, e oggi per entrare nel personaggio di Remo si è ispirato a Leo Di Caprio in The Revenant: «Quando ho visto i costumi ho pensato a lui».

O a quei 5 anni in cui faceva il cameriere al Casaletto, nel ristorante “Da Cesare”, dopo aver lasciato Economia e Commercio per inseguire un sogno: «Mamma, voglio fare l’attore». Il ragazzo di strada ci è riuscito, anche grazie a quei «matti» che osserva da vicino.


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Are you ready for this? @suburranetflix 2 is coming. February 22. @netflixit We are ready.💣🎱🖤 Ph @scarpaemanuela

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