Ruth Dureghello: «Ricordiamoci di ricordare»

La presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, durante la visita del Premier alla Comunità Ebraica di Roma presso il Museo Ebraico di Roma, 18 gennaio 2019.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La presidente della Comunità Ebraica di Roma ci ha spiegato il valore della Giornata della Memoria


Quando i soldati dell’Armata Rossa entrarono ad Auschwitz raccontarono l’incubo vissuto: «Abbiamo visto cose che non si possono immaginare». Vasilij Petrenko, generale sovietico, descrisse i sopravvissuti come «scheletri viventi, fantasmi che piangevano e abbracciavano i soldati per un pezzo di pane».

Era il 27 gennaio del 1945, data scelta per la Giornata della Memoria, un simbolo per ricordare l’Olocausto e i 6 milioni di ebrei sterminati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale: «Dobbiamo ricordarci di ricordare».

Questo il messaggio di Ruth Dureghello, 51 anni, prima presidente donna della Comunità Ebraica di Roma, che su Reporternuovo.it ha spiegato l’importanza di questa giornata.

«A 74 anni da quei tragici fatti dobbiamo rinnovare l’impegno a custodire la memoria di ciò che è accaduto. Deve essere un dovere morale e civile, non tanto come ebrei ma come esseri umani». L’orrore che si è consumato nei campi di sterminio è ancora vivo nella memoria del mondo: «L’Olocausto ha portato l’umanità a un grado di bassezza tale da dover rinnovare il monito affinché una simile tragedia non si ripeta».

In questi giorni ci sono state – e ci saranno – diverse iniziative volte a commemorare la Giornata della Memoria, come quella che si è tenuta ieri al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «In questo momento così difficile a causa di una crisi di valori culturali e di disagio della società – ricorda la presidente – dove i toni vanno oltre i limiti della civiltà, abbiamo il dovere di ricordare i valori della democrazia». In un mondo dove il pericolo dell’intolleranza è sempre attuale, il ricordo può e deve aiutare a non commettere gli stessi errori del passato.

di Francesco Pietrella e Francesco Teodori

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