Theresa May presenta un nuovo piano per Brexit. Corbin: «Una copia di quello già bocciato»

EPA/NEIL HALL

Tra i punti riproposti dalla premier l'impossibilità di un nuovo referendum e la discussione degli spazi tra Irlanda del nord e sud


Theresa May ci riprova. Dopo la sonora bocciatura da parte del Parlamento inglese della prima ipotesi di accordo per la Brexit, la May ha presentato una seconda bozza, sperando di incassare la maggioranza dei voti alla Camera a fine mese o almeno a febbraio. Il nuovo accordo propone un maggiore coinvolgimento del Parlamento per definire l’uscita dall’UE, l’impegno del governo a garantire i diritti attuali su lavoro, ambiente e sanità nel Regno Unito anche dopo il divorzio e si impegna a trovare una soluzione che consenta di mantenere un confine senza barriere in Irlanda del Nord allontanando possibili nuovi conflitti sulla definizione del confine nord-sud dell’Irlanda.

In realtà il piano non sembra essere troppo diverso rispetto al precedente, di cui conserva alcuni punti fermi, come l’impossibilità di un nuovo referendum, che “minerebbe la credibilità della democrazia”. Prevista anche l’abolizione delle 65 sterline che i cittadini stranieri residenti nel Regno Unito devono pagare per ottenere un documento che equivale al permesso di soggiorno. Le opposizioni, guidate dal leader laburista Jeremy Corbin, sono rimaste “fredde” alla nuova proposta di accordo, lamentando come la premier inglese stia in effetti “negando la realtà, riproponendo un piano già bocciato dal Parlamento”.

L’ Europa attende la decisione di Londra.«Non guardate a Bruxelles per le risposte. Questo è il momento in cui il Regno Unito deve parlare», ha detto Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea. Intanto in Irlanda si sono registrati degli scontri a Derry, dove la polizia ha arrestato due persone sospettate di aver fatto esplodere un ordigno lo scorso 20 gennaio. Le autorità escludono che queste attività siano riconducibili alla Brexit, ma l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbe rompere alcuni equilibri sulla definizione degli spazi tra Irlanda del nord e del sud.

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