Dagli yacht di Montecarlo alle dune del deserto, ora Alonso sogna la Dakar

epa07283467 Akio Toyoda, President and Member of the Board of Directors, Toyota Motor Corporation (L) introduces, Fernando Alonso of Spain, winner of the 2018 Le Mans and the newly introduced Toyota GR Supra at the North American International Auto Show at Cobo Center in Detroit, Michigan, USA, 14 January 2019. The show offers media previews of vehicles and technologies before opening to the public on 19 January.  EPA/JOHN G. MABANGLO

Nel futuro del pilota spagnolo potrebbero non esserci solo competizioni in pista: la Toyota ha organizzato per l'asturiano una sessione di test a bordo degli Hilux utilizzati per la Dakar


Non è un mistero che Fernando Alonso sia considerato uno dei pochi piloti moderni ad incarnare lo spirito delle leggende di un tempo. Molto sfortunato e meno vincente di quello che avrebbe meritato, come Villeneuve; instancabile e dotato di una determinazione fuori dal comune, come Lauda. Calcolatore razionale e con grandi capacità di gestire la gara, come Prost. Doti che tuttavia passano in secondo piano davanti all’unica vera caratteristica che rivela se un pilota è animato o meno da quel “sacro fuoco” che plasma i miti: la dipendenza dalla velocità. C’è una frase, entrata nella storia, che la riassume al meglio:«La vita è correre, tutto il resto è soltanto attesa». A pronunciarla fu un grande drogato di motori, Steve McQueen, che nei paddock impiegava il poco tempo libero lasciatogli dalle riprese cinematografiche. Come la star di Hollywood anche il pilota spagnolo sente irresistibile il richiamo della velocità; un richiamo che McQueen esorcizzava sia con le 2 che con le 4 ruote, mentre Alonso, con la stessa nonchalance, passa dagli abitacoli delle Formula Uno a quelli dei prototipi di Endurance, passando dalle monoposto di Formula Indy. Incontentabile, adesso Fernando sembra intenzionato ad aggiungere un ulteriore tassello alla sua “ubriacatura” di Motorsport: le dune del più importante e duro rally raid al mondo, la Dakar.

Il due volte campione del mondo di Formula uno e vincitore lo scorso anno della 24 ore di Le Mans ha espresso il desiderio di provare un Toyota Hilux, il fuoristrada che il team Toyota Gazoo Racing Sud Africa ha sviluppato per correre la Dakar. L’uscita dello spagnolo, che attualmente ha già un contratto con il costruttore nipponico per il campionato Endurance, ha subito solleticato interesse:  Nasser Al-Attiya, il principe del Qatar che ha appena vinto l’edizione 2019 della Dakar, ha rivelato:«Lo conosco da molto tempo, abbiamo un buon rapporto e so che desidera provare la macchina. Proverà a farmi visita nel mio paese e faremo dei test. Fernando è un gran pilota, ha costruito una gran carriera in Formula 1, penso che debba provare anche la guida in fuoristrada. Lui vuole farlo, sarebbe molto positivo per l’automobilismo e per tutti».

A fargli eco le parole di Glyn Hall, team principal del Toyota Gazoo Racing Sudafrica:«Credo ci siano delle discussioni in atto, vedremo a cosa porteranno. Dovesse esserci la possibilità che Fernando corra con Toyota, spingeremo perché accada e faremo un gran lavoro. Sarebbe fantastico per la Dakar se arrivasse Fernando, lo sarebbe anche per Toyota, per tutto lo sport, per i concorrenti e per lo spettacolo».

Conclusa quest’anno la sua esperienza in Formula Uno, Fernando Alonso mira a realizzarsi come il pilota più completo e poliedrico di sempre. Ha già dichiarato di avere nel mirino la tripla corona, ovvero la vittoria sia del Gran Premio di Montecarlo, sia della 24 ore di Le Mans, sia della 500 miglia di Indianapolis. Ma Alonso sa bene che potrebbe non bastare a saziare la sua sete di vittoria, per cui progetta anche il debutto nella guida su terra. Un mondo completamente diverso da quello a cui il pilota di Oviedo è abituato. Tutto sommato la guida delle monoposto di Formula Uno e Formula Indy è comparabile a quella dei prototipi di Le Mans, con i dovuti adattamenti. La guida in off-road, con vetture così alte come i fuoristrada della Dakar, richiede invece una rivoluzione totale nello stile di guida e nella mentalità. Sono pochissimi infatti i campioni che hanno ottenuto successi sia in pista che nei rally. Una sfida che solo un pilota offuscato dai fumi della guida come Alonso potrebbe raccogliere.

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