Pitti Uomo detta la moda del futuro: eco-friendly è cool

Foto di ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

Dove punta il menswear del prossimo autunno-inverno? Nell'importante salone fiorentino il guardaroba maschile per il 2020 si annuncia amico della tecnologia e della natura


Oggi la moda è sinonimo di comodità, attenzione per l’ambiente e tessuti tech. L’edizione appena conclusa di Pitti Uomo 2019 ha attirato alla Fortezza da Basso di Firenze 1230 marchi dell’industria internazionale del fashion. Il mix fra tecnologia e sostenibilità è uno dei trend più evidenti per l’autunno-inverno a venire.

Foto di ANSA/MAURIZIO DEGL 'INNOCENTI
Foto di ANSA/MAURIZIO DEGL ‘INNOCENTI

Stando a uno degli appuntamenti che dagli anni ’50 definisce l’agenda globale di abbigliamento e accessori, lo storytelling ha contagiato anche le grandi firme e i loro uffici di marketing. Le etichette cucite sui capi raccontano tutta la storia dei pezzi in esposizione nella vetrina fiorentina. Una narrazione che spesso comincia dal materiale. Sui tessuti la creatività si sbizzarrisce. La plastica, regina di molte creazioni vestiarie, è intrecciata con trame tradizionali – come la lana, trattandosi della collezione per i freddi in arrivo l’anno prossimo. Le combinazioni all’insegna dell’eco-friendly sono praticamente illimitate.

La preoccupazione ricorrente è allungare il più possibile la vita dei capi e, una volta esaurito il loro ciclo, far sì che pesino il meno possibile sull’ambiente. È questo il caso delle giacche firmate dall’azienda svedese Treton, fatte solo di bottiglie di plastica. Restando sullo stesso brand, il modello antipioggia è realizzato con reti da pesca che non inquineranno i mari del Nord Europa: basterà staccargli i bottoni per smaltirlo a impatto 0. Il tris ecosostenibile si completa con l’antivento, biodegradabile al 100%. La formula che non fa male alla natura scelta dalla spagnola Ecoalf viene divulgata direttamente sull’etichetta: «250 grammi di reti da pesca o 70 bottiglie di plastica uguale a un metro di tessuto». Anche la “piuma sintetica” di Ecodown Fibers 100%, particolarmente adatta a trattenere il calore, è il risultato di una mescolanza di plastica, lana e pelliccia ecologica. Il team di Riz, dal Regno Unito, ha aperto una finestra sull’estate, presentando una linea di costumi maschili fatti di bottiglie riciclate, sempre in plastica. Il packaging non andrebbe trascurato, insegna la North Sales: oltre al 70% delle giacche, grucce e sacchetti di plastica firmati da questa casa produttrice sono realizzati con materiale che permette il riuso.

Foto di ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI
Foto di ANSA/MAURIZIO DEGL’INNOCENTI

Coprotagonista l’innovazione tecnologica. Un nome che fa scuola sull’argomento è quello di Ermenegildo Zegna, aprifila alla Camera della Moda di Milano venerdì scorso, subito dopo la chiusura dei battenti di Pitti. A Firenze c’erano le Icon Warmer, le giacche sportive di nylon che si autoriscaldano per 12 ore, e il blouson Power+ che ha delle tasche in cui il telefonino si ricarica da solo.

Uno dei più importanti saloni del menswear ha difeso nel complesso la sua popolarità. I compratori stranieri sono tornati, nonostante l’assenza di cinesi e francesi si sia fatta notare. Si riducono invece i buyer italiani, un – 8% secondo gli organizzatori. Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine che organizza la fiera, non si scompone: «Qualche punto percentuale di compratori in meno è davvero l’ultima cosa che mi preoccupa. Le aziende di moda stanno facendo un grande lavoro per migliorarsi, dall’ideazione alla progettazione, dalla produzione alla presentazione delle collezioni».

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