Serie A al giro di boa: le pagelle del girone d’andata

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La Juventus conferma il suo dominio sul campionato italiano, inseguita – a fatica – da Napoli e Inter. Crisi d'identità per Milan e Roma


Nessuna sorpresa, la Serie A si conferma anche quest’anno un affare a tinte esclusivamente bianconere. La Juventus è una macchina (quasi) perfetta, una schiacciasassi da 53 punti – record assoluto per il girone d’andata – guidata da un fenomeno vero come Cristiano Ronaldo. Il Napoli si conferma l’inseguitrice più credibile, nonostante i 9 punti di distacco e una transizione nella nuova dimensione “ancelottiana” non ancora del tutto assorbita. E poi c’è l’Inter, sempre più convincente ma non immune a improvvisi cali di tensione. Quarto posto per la Lazio, braccata da Milan e Roma, in ripresa dopo una prima metà di stagione con più ombre che luci. Di seguito le pagelle delle 20 squadre di Serie A per il girone d’andata.

Atalanta, voto 7. La prematura eliminazione dall’Europa League ha pesato non poco sul cammino in Serie A dell’Atalanta, che nella prima parte di stagione ha faticato a trovare la giusta quadra. Ma dopo un avvio complicato, Giampiero Gasperini ha trovato il modo di restituire ai suoi ragazzi le certezze che li hanno accompagnati nelle ultime due stagioni, ritornando a macinare gioco e punti. Protagonista assoluto Duvan Zapata: per lui 10 gol in campionato, 9 nel solo mese di dicembre. La classifica dice ora 28 punti, giusto un soffio dietro la zona Europa. E i gol segnati in totale sono 39, più di chiunque altro in campionato.

Bologna, voto 4. Non era certo il ritorno in Serie A che immaginava Pippo Inzaghi, che alla guida del Bologna arriva al giro di boa da terzultimo in classifica. Le responsabilità dell’ex bomber del Milan sono però limitate: la rosa messa a sua disposizione dalla proprietà americana sembrava debole e lacunosa già in estate. Difficile aspettarsi di meglio. Decisivo in questo senso potrà essere il mercato di gennaio (sarebbero a un passo dalla firma Sansone e Soriano), per agguantare una salvezza ancora alla portata e capire di che pasta è fatto super Pippo nelle vesti di allenatore.

Cagliari, voto 5. Procede senza particolari intoppi l’avventura di Rolando Maran a Cagliari, dove l’ex allenatore del Chievo ha trovato in Nicolò Barella il talento a cui aggrapparsi per conquistare la salvezza. Pur non brillando per solidità o, viceversa, per brillantezza del suo gioco, la formazione sarda ha trovato fin qui il modo per racimolare i punti necessari per una tranquilla permanenza in Serie A. Da valutare l’impatto sul lungo periodo dell’infortunio di Lucas Castro (il terzo grave in carriera), una rottura del crociato che gli costerà la chiusura anticipata della stagione.

Chievo, voto 5. Dopo una partenza horror, prima con D’Anna e poi con lo sciagurato Ventura, il Chievo ha incredibilmente recuperato credibilità sotto la gestione di Mimmo Di Carlo. La salvezza resta complicatissima, 8 punti sono davvero pochi e la penalizzazione si fa sentire: tuttavia la squadra sembra rivitalizzata, Sergio Pellissier sta vivendo una seconda giovinezza – l’ennesima – e l’esperienza di molti degli elementi della rosa clivense potrebbe risultare decisiva per conquistare un’insperata permanenza in Serie A.

Empoli, voto 5. Con Andreazzoli la squadra giocava a calcio, ma raccoglieva davvero troppo poco rispetto a quanto seminasse. Con Beppe Iachini, invece, l’Empoli sembra aver trovato la giusta quadra, senza incantare ma strappando punticini vitali per conquistare la salvezza. Intanto la certezza si chiama Ciccio Caputo, che con i suoi 9 gol realizzati in campionato sta tenendo a galla la formazione toscana. In attesa dell’esplosione di Miha Zajc, autentico talento dell’Empoli, ancora in cerca della sua dimensione nella massima serie.

Fiorentina, voto 6. La piazza si aspettava qualcosa in più dalla giovane Fiorentina di Stefano Pioli, che ha effettivamente peccato di inesperienza in più di un’occasione. La qualità però non manca: Federico Chiesa è destinato a grandi cose, così come Giovanni Simeone (nonostante le difficoltà realizzative degli ultimi mesi). La sensazione è che la squadra possa fare molto meglio dei 26 punti racimolati fin qui, che però non la tengono troppo alla larga dalla zona europea, obiettivo dichiarato dei viola a inizio stagione. Un paio di innesti d’esperienza nel mercato di gennaio possono cambiare volto al campionato della squadra del capoluogo toscano.

Frosinone, voto 4. L’esonero di Longo sembra non aver risolto tutti i problemi del Frosinone, che ancora fatica a ingranare la marcia in Serie A. La salvezza non è utopia perché nessuna delle dirette concorrenti sta volando, ma il nuovo allenatore Marco Baroni è chiamato a trovare – anche rapidamente – una chiave per dare una svolta alla stagione. I 10 punti in campionato sono un bottino davvero troppo magro per una squadra che potrebbe fare del proprio stadio – nuovo di zecca e sempre molto popolato – un autentico fortino. Joel Campbell non ha ancora incantato, ma Camillo Ciano sta sfruttando al meglio la sua prima chance in massima serie. Basterà?

Genoa, voto 5. Quanta confusione in casa Genoa, dove il presidente Preziosi ha cambiato già tre allenatori in soli cinque mesi. Ora è il turnodi Cesare Prandelli, tecnico di grande esperienza ed intelligenza, a cui tocca il compito di valorizzare una rosa certamente incompleta, ma dotata di un paio di elementi decisamente sopra la media. Piatek e Kouamè fanno gola già a diverse big italiane e straniere: se i rossoblù non se ne priveranno a gennaio – e l’allenatore verrà lasciato libero di fare il suo lavoro in serenità – dai loro piedi passerà la salvezza.

Inter, voto 6. I nerazzurri sono lì, a soli 5 punti dal secondo posto e con il terzo in cassaforte. Si poteva chiedere di più all’Inter di Luciano Spalletti? Difficile dirlo. Certo, l’eliminazione ai gironi di Champions League rappresenta una delusione dura da digerire, ma il campionato fin qui disputato dai nerazzurri è tutto sommatoin linea con le ambizioni di inizio stagione. Merito del tecnico toscano aver dato finalmente un’identità di gioco all’Inter, grazie all’esplosione di elementi come Matteo Politano e la rivalutazione di calciatori dimenticati come Joao Mario. E poi c’è Mauro Icardi, sempre più uomo simbolo nerazzurro, sempre più coinvolto nel gioco della squadra: se continua a giocare (e segnare) così, il numero 9 argentino può consacrarsi definitivamente nell’albo dei top player internazionali.

Juventus, voto 9. Sono i numeri a parlare per la Juve di Max Allegri: 17 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte, 53 punti in campionato. Mai nessuno così prima d’ora nel girone d’andata. E poi quel Cristiano Ronaldo, capocannoniere con 14 gol e già miglior marcatore portoghese di sempre in Serie A in una singola stagione. L’obiettivo stagionale è la Champions, ma anche battere il record assoluto di punti stabilito da Antonio Conte nel 2013/14 a quota 102: con un girone di ritorno identico a quello appena concluso, i bianconeri chiuderebbero a 106 punti. La Juventus rasenta la perfezione in Italia e, al netto di qualche polemica sugli arbitraggi, si accinge a veleggiare verso l’ottavo Scudetto di fila.

Lazio, voto 6. Simone Inzaghi va dato un grande merito: quello di aver saputo tenere a galla la Lazio nonostante l’assenza – ingiustificata – dei suoi due elementi di punta, Luis Alberto Milinkovic-Savic. Nonostante i due talenti biancocelesti abbiano latitato nella prima metà di stagione, la squadra si attesta al quarto posto a 32 punti. Una posizione tutt’altro che solida, vista la competitività delle inseguitrici, ma un bottino comunque degno di nota per una squadra a cui sembra mancare sempre qualcosa.

Milan, voto 5. La vittoria con la Spal segna la fine di un incubo per il Milan, per Rino Gattuso e per Gonzalo Higuain. I rossoneri tornano al successo dopo un’astinenza di quattro partite, il mister tira un sospiro di sollievo dopo i 360 minuti a secco di gol e il Pipita torna a far centro dopo due mesi di astinenza. E, nonostante questo scenario, la zona Champions dista una sola lunghezza: tutto è ancora possibile in casa Milan, a patto che si ritrovi convinzione e venga recuperato qualche infortunato di troppo. L’eliminazione in coppa è una brutta macchia sulla stagione, che verrebbe però facilmente cancellata da un piazzamento valido per l’Europa che conta.

Napoli, voto 7. Quando Carlo Ancelotti ha accettato di allenare il Napoli era perfettamente consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato, ma dall’alto della sua esperienza è riuscito a concludere la prima metà di stagione al secondo posto senza troppi affanni. Il cambio di modulo, l’intuizione di schierare Lorenzo Insigne seconda punta e la gestione della rosa sono le sue mosse più riuscite. La rocambolesca eliminazione dalla Champions League, inoltre, ha sorprendentemente consegnato un nuovo obiettivo stagionale agli azzurri, quello dell’Europa League, con il sogno Scudetto – un po’ sbiadito – sullo sfondo. Acciuffare questa Juventus è ormai un’utopia, ma il Napoli prova a tenere il passo e lo fa sicuramente meglio di chiunque altro in Italia.

Parma, voto 6. E’ stata una prima metà di stagione sorprendente quella del Parma di Roberto d’Aversa, che con i suoi 25 punti sta disputando un campionato ben oltre le aspettative iniziali. Gervinho e Bruno Alves sono tutt’altro che bolliti, i giovani lanciati in Serie A si sono dimostrati già pronti e lì davanti Roberto Inglese fa a sportellate con tutti. Una piazza come quella di Parma si meritava un ritorno del genere in massima serie, dopo una storia recente macchiata da un assurdo fallimento sotto gli occhi di tutti.

Roma, voto 5. Poteva andare peggio. La Roma a un certo punto della stagione sembrava una squadra smarrita, senza punti di riferimento, vittima di sé stessa più che degli avversari. E invece è ancora lì, a sole due lunghezze dal quarto posto e con degli ottavi di finale di Champions League tutti da vivere. Bravo Eusebio Di Francesco a non perdere la calma, a lanciare il baby fenomeno Nicolò Zaniolo e limitare i danni. E con il rientro di Dzeko dall’infortunio, il girone di ritorno assume tutta un’altra fisionomia. Nuova crisi d’identità permettendo.

Sampdoria, voto 6. Marco Giampaolo ha avviato un progetto ben preciso alla Sampdoria, che ogni domenica stupisce per la varietà della sua proposta calcistica. Ma c’è una costante nell’universo blucerchiato e si chiama Fabio Quagliarella: il bomber 35enne va in rete da 9 partite di fila, eguagliando il record di Trezeguet e a sole due partite da quello assoluto di Batistuta del 1994/95. La classifica dice 29 punti, piena zona Europa, il riconoscimento giusto per una squadra che lavora bene con i mezzi a disposizione.

Sassuolo, voto 6. A proposito di sperimentazione, Roberto de Zerbi sembra essere l’allenatore italiano con le idee più innovative in circolazione. Il suo Sassuolo ha tante facce, alcune funzionano bene, altre meno, ma l’impressione è che in Emilia stia nascendo un unicum nel panorama calcistico italiano. Un buon mix fra gioventù ed esperienza sembra la chiave del successo dei neroverdi che, con i loro 25 punti, puntano a stupire tutti ancora una volta.

Spal, voto 6. La squadra di Ferrara piace perché è autentica, il suo allenatore Leonardo Semplici continua sulla stessa linea che l’ha portato fino all’olimpo del calcio italiano e oggi lotta per la salvezza senza sconfessare il proprio credo. I 17 punti tengono per ora la Spal alla larga dalla zona retrocessione, ma è la qualità dei vari Antenucci, Petagna, Lazzari e Kurtic la vera garanzia per conservare la posizione fino a fine stagione.

Torino, voto 6. Nonostante le difficoltà realizzative di Andrea Belotti e i numerosi infortuni sulle corsie esterne, il Torino di Walter Mazzarri chiude il girone d’andata a 27 punti: un bottino di tutto rispetto che pone i granata a ridosso della zona europea. Le potenzialità del Toro sono elevate, ma non sempre la squadra riesce ad esprimerle come potrebbe. La seconda parte di stagione diventa così una prova di maturità per la squadra di Cairo, per comprendere quali sono le sue reali capacità e calibrare di conseguenza le ambizioni.

Udinese, voto 6. E’ corsa ai ripari prima che fosse troppo tardi l’Udinese, esonerando Velazquez e affidando la panchina a Davide Nicola. La rosa a disposizione dei friulani è interessante perché ricorda quella dei primi anni duemila, ricca di giovanissimi di talento. Per salvarsi però serve anche tanto mestiere e la società ha compreso che, oltre a sperimentare, bisogna pure badare al sodo. L’Udinese vale di più dei 18 punti fin qui racimolati, il girone di ritorno può riservare parecchie sorprese ai tifosi bianconeri.

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